In libertà il titolare della Ecoplanet di Rogno

Il titolare della Eco Planet srl di Rogno può tornare al lavoro: lo hanno stabilito i giudici del Tribunale di Brescia nella giornata di mercoledì 21 dicembre, perché su di lui non ci sono i gravi indizi di colpevolezza.

Il gip di Brescia aveva disposto nei suoi confronti la misura interdittiva del divieto di esercitare per un anno la sua attività  professionale. L’uomo era finito nel mirino degli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta “Rifiuti due” condotta dal sostituto procuratore di Brescia, Sandro Raimondi. L’inchiesta aveva coinvolto anche l’imprenditore Maurizio Visinoni di Rogno, per il quale giorni fa era stata assunto analogo provvedimento di revoca dei domiciliari. Secondo l’accusa a suo tempo formulata, due aziende del gruppo Visinoni, insieme ad altrettante aziende bresciane e alla complicità di tre operai impiegati in due acciaierie sempre bresciane, avrebbero smaltito scorie e rifiuti speciali mescolandoli al rottame, anziché trattarli adeguatamente come previsto dalle normative in materia di trattamenti rifiuti. E la Eco Planet, sempre secondo l’accusa, avrebbe fornito la certificazione necessaria per questi smaltimenti illeciti. Per i giudici del Riesame però non ci sono gravi indizi che dimostrino questa tesi, e, secondo quanto ha stabilito nella giornata di mercoledì 21 dal Tribunale del Riesame, il 45enne di Castro della Ecoplanet può tornare a lavorare.

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