valle camonica

Il Tar di Milano respinge il ricorso di 3 Gal

Il Tar di Milano ha respinto i ricorsi di tre Gal: due bresciani, quello che unisce Sebino Bresciano, Vallecamonica e Valle di Scalve e quello della Valtrompia, ed uno lecchese, quello della Valsassina, contro la decisione della Regione di revocare loro i milioni di euro di finanziamenti Leader.

Per il Gal Sebino bresciano-Vallecamonica-Valle di Scalve si tratta di 6,7 milioni e per quello della Valtrompia di 6,2 milioni di euro, assegnati nel giugno 2016 e tolti a ottobre dello stesso anno per un vizio di forma, riscontrato dagli uffici di Milano. L’Assessorato all’Agricoltura della Lombardia ha quindi emanato una seconda graduatoria, riammettendo i quattro territori che aveva escluso in prima istanza, che a loro volta avevano presentato ricorso, estromettendo contestualmente i tre Gal citati. Questi si sono appellati al Tar. Il Tribunale di Brescia, dopo essersi espresso per la sospensiva, ha però trasferito tutte le carte a Milano, in modo che i tre ricorsi potessero essere discussi insieme: dopo la riunione del 19 maggio scorso, nella giornata di mercoledì 7 giugno è arrivata al sentenza con la quale vengono respinti i ricorsi dei tre Gal. Ora, però, l’avvocato Domenico Bezzi, che segue sia la società camuna sia quella triumplina – società emanate dalle Comunità Montane che ne fanno parte – annuncia ricorso al Consiglio di Stato, supremo giudice inappellabile, perché ritiene che la sentenza non motivi alcuno dei tanti argomenti denunciati nel ricorso, che vengono invece liquidati in poche righe. Sempre l’avvocato Bezzi ha dichiarato di ravvisare plurimi errori di diritto e omissioni su punti decisivi della questione. Infatti, sempre secondo l’avvocato Bezzi che sta preparando il ricorso in sintonia con gli altri legali delle parti escluse, la sentenza in alcuni punti si contraddice, confonde l’assemblea con l’organo decisionale e afferma il contrario di quanto detto dal Tar di Brescia nel momento in cui concesse la sospensiva. Finora, secondo i legali, ci si è solo appellati a «un cavillo europeo che come risultato ha prodotto l’esclusione di tre territori montani da un programma vitale per le economie locali. Dal canto suo l’Assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, ha dichiarato che “…finalmente questa lunghissima pagina alla quale siamo stati costretti da soggetti difficilmente definibili come responsabili si chiude e, di conseguenza, finalmente si può partire con l’erogazione delle risorse ai Gal ammessi alla graduatoria regionale”;e, continua Fava “ il ritardo accumulato è tutta responsabilità di quella politica che ha voluto cocciutamente cercare lo scontro con la mia direzione generale per evidenziare lacune e inefficienze che, allo stato dei fatti, si sono rivelate infondate”. Intanto i tre Gal preparano il ricorso che dovrebbe essere depositato a giorni, pronti ad appellarsi ulteriormente al Presidente della Repubblica per arrivare, se necessario, fino alla Corte Europea di Strasburgo.

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