Il Tar dà torto sulle acque a Monno, Incudine e Vione

Monno, Incudine e Vione hanno perso la prima battaglia per mantenere la loro autonomia nella gestione delle acque: lo ha dichiarato la sentenza emessa dalla Prima sezione del TAR di Brescia, presieduta dal giudice Angelo Gabbricci, con Alessandra Tagliasacchi, primo referendario.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione di Brescia pronunciandosi sul ricorso, lo ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice e ha dichiarato la giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche, davanti al quale il processo potrà essere portato. Tutto aveva avuto origine quattro anni fa quando era iniziato l’avvio del ciclo idrico integrato e successivamente era stata costituita la società Acque Bresciane. Il direttore dell’ufficio d’ambito di Brescia aveva avviato accertamenti e i Comuni di Monno, Incudine e Vione avevano subito fatto ricorso al TAR con l’obiettivo di mantenere l’autonomia, previsto tra l’altro nel testo unico ambientale e degli enti locali, con la possibilità di mantenere una gestione indipendente per i piccoli Comuni montani. I tre Comuni potranno ora rivolgersi al Tribunale Superiore delle acque pubbliche oppure desistere e seguire gli altri Comuni della Valle Camonica.

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