Il Sindaco di Brescia si domanda che fine ha fatto il SSN

Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, domenica 29 marzo, ha ribadito anche attraverso il programma tv “Che tempo che fa” su Rai2 in collegamento con Fabio Fazio che Brescia ha la sensazione di esser stata lasciata sola nell’emergenza coronavirus.

La base di riferimento sono i numeri dei decessi e dei contagi, che seppur in flessione rispetto ad alcuni giorni scorsi dove si è verificata l’impennata, ad oggi resta uno dei primi territori in Lombardia dove i nuovi contagiati ogni giorno superano le 300 unità. Tanto che il primo cittadino sottolinea il fatto che nel bresciano si fatica a rallentare il contagio. E uno dei motivi sarebbe legato al fatto che non possono essere eseguiti i tamponi su una serie di pazienti o parenti di casi posti in isolamento domiciliare. Uno di questi fronti arriva dai medici di famiglia che chiedono di fare tamponi sui propri assistiti che dimostrano di avere sintomi legati al virus, ma senza quindi confermare il fatto di essere positivi. E nel frattempo i loro contatti, uscendo per lavoro o per fare la spesa rischiano in modo inconsapevole di contagiare altri. “Mi sono chiesto se esista il servizio sanitario nazionale – ha commentato il primo cittadino, perché tutti si sono chiusi al loro interno e nessuno ha aiutato la Lombardia che è la più colpita”. E lamenta anche la carenza di bombole di ossigeno che sono fondamentali anche per i pazienti in isolamento domiciliare e che hanno bisogno di aiuto di fronte al fatto che la malattia colpisce proprio le vie respiratorie.

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Ultimi Articoli

Lombadia, ancora alto il numero di decessi

Aggiornamenti relativi ai dati pubblicati sabato 30 maggio. In totale in Lombardia sono stati eseguiti 88.758 tamponi positivi dall’inizio dell’epidemia, 221 in più di venerdì. I