Il Papa Giovanni di Bergamo alla caccia del virus

COVID19_l@b è il progetto di ricerca del papa Giovanni di Bergamo per supportare clinici e ricercatori nello sviluppo di studi e proposte per rispondere ai bisogni dei pazienti. Il progetto è coordinato dal Clinical Trial Center (CTC) del Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con la Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo (FROM) con cui condivide i progetti di ricerca strategici. Il progetto COVID19_l@b durerà 36 mesi e potrà essere rinnovato in base ai risultati raggiunti.

Il centro si occuperà di raccogliere e analizzare dati clinici e di laboratorio, per individuare fattori prognostici e prevedere gli esiti clinici, e di facilitare l’introduzione in corsia di nuove terapie, attraverso l’avvio di sperimentazioni cliniche nazionali e internazionali. Il Centro fornirà un supporto anche nella verifica della letteratura scientifica, nella definizione di protocolli aziendali in linea con gli standard nazionali e internazionali per la gestione della patologia e nell’osservazione epidemiologica, anche attraverso lo sviluppo di partnership per ampliare le opportunità, le competenze e le risorse disponibili. Fondamentale la valutazione dei livelli di sicurezza dell’assistenza, dell’efficacia dei modelli organizzativi sviluppati per fronteggiare la patologia e lo sviluppo di nuove tecnologie per il contenimento dell’infezione. Si tratta a tutti gli effetti di un incubatore di progetti per promuovere la ricerca clinica orientata allo sviluppo e alla validazione scientifica di nuove strategie contro l’infezione da COVID19 e contemporaneamente al miglioramento di percorsi di cura e modelli organizzativi per fronteggiare la crisi. Uno degli ambiti al centro dell’attenzione dei ricercatori del Papa Giovanni sarà la diagnostica molecolare, che consente già da un lato l’identificazione diretta del virus e dall’altro il rilevamento di anticorpi anti-COVID-19, pilastro della sorveglianza sierologica. Ma i test diagnostici in vitro saranno fondamentali anche per valutare la gravità della malattia, per definire la prognosi, per i pazienti in follow-up, per guidare il trattamento e per il loro monitoraggio terapeutico. Ambiti nel quale ci si muove ancora senza punti di riferimento precisi, che invece è fondamentale identificare con urgenza e precisione per definire percorsi clinici efficaci senza disperdere risorse preziose.

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