Il miracolo di Ilaria, disabile dopo l’encefalite: riapre la raccolta fondi per sostenere le cure

A 26 anni è stata travolta dalla malattia: un’encefalite erpetica, che le ha compromesso il cervello. Ma Ilaria è un ‘piccolo miracolo’ e ora, dopo il ricovero in Clinica Quarenghi, i genitori riaprono la raccolta fondi per aiutarla a proseguire le cure.

Era il 23 settembre 2019 quando la vita di Ilaria Parimbelli, una giovane e solare ragazza di soli 27 anni, ha preso una strada totalmente inaspettata, sconvolgendo il suo piccolo mondo e quello di tutti coloro che la circondano, dalla famiglia agli amici più stretti. La diagnosi è terribile: una encefalite erpetica al cervello – un’infezione causata dal virus dell’herpes – estremamente rara, che colpisce ogni anno una persona su 500 mila.

Un mese di terapia intensiva e due interventi d’urgenza hanno restituito un quadro grigio, dove a farla da padrone sono quei segnali negativi che emergono dalle TAC e mostrano chiaramente gravi danni ed una inequivocabile compromissione in più lati ed emisferi del cervello. Eppure Ilaria è ancora qui: contro tutte le aspettative, le diagnosi, le difficoltà. Circondata dagli affetti della famiglia e di una comunità – quella di Dalmine in particolare, il paese in cui vive – che non li ha mai lasciati soli, neanche per un attimo. “Ilaria è il nostro piccolo miracolo – racconta la mamma, Sonia Paradiso – In questi anni ha fatto progressi enormi, in alcuni casi fuori dalla norma. Posso tranquillamente affermare che le manchi
soltanto la parola. La terapia intensiva di Bergamo ha sempre creduto in lei e noi con loro
aspettavamo e speravamo in questo miracolo. Sempre con pazienza: è questa la parola d’ordine”.

Dopo un ricovero al centro per la riabilitazione fisica, cognitiva e sensoriale Cardinal Ferrari di
Fontanellato, in provincia di Parma, da gennaio 2021 Ilaria si trova alla Clinica Quarenghi di SanPellegrino Terme, insieme alla mamma Sonia che non la lascia sola anche – e soprattutto – in seguito allo shock dovuto al lockdown che ha sconvolto la routine della giovane. “Non ho avuto la possibilità di vedere mia figlia per tre mesi interi – spiega mamma Sonia – a causa
della pandemia che ci ha travolto. Purtroppo in quel periodo abbiamo constatato che si è registrata una sorta di regressione. Ma ora che siamo a San Pellegrino, io posso affermarlo con certezza: Ilaria è una ragazza serena. Tutto questo è grazie anche al riconoscimento di amore e di investimento che tutto il personale della Clinica, dallo stesso Dr. Salvi (presidente de “La Rete Associazioni Italiane per il trauma cranico”, di cui fa parte anche Associazione Genesis di San Pellegrino ndr), alla Dr.ssa Quarenghi fino ai fisioterapisti, stanno infondendole”.

Il prossimo 26 giugno, però, Ilaria e la mamma Sonia dovranno tornare a casa. Ciò significa nuove spese da affrontare per far sì che possa proseguire la terapia fisioterapica e non perdere quei progressi raggiunti con tanta fatica nel corso dei mesi. Per questo motivo, in occasione del
compleanno della giovane che cade proprio a due giorni dall’uscita – il 28 giugno – la famiglia
ha aperto una nuova raccolta fondi attraverso il portale GoFundMe (qui il link), che segue quella lanciata lo scorso anno su Facebook e il cui ricavato ha permesso l’acquisto di un’automobile per il trasporto della ragazza. “Quello di Ilaria sarà un percorso duro, che necessita un costante monitoraggio ed impegno – spiega la signora Paradiso – Il nostro obiettivo ora è acquistare un particolare strumento, una sorta di cyclettte, che le consenta di proseguire con la fisioterapia e la riabilitazione anche da casa. Inoltre lo scorso anno abbiamo dovuto affrontare spese non indifferenti: per evitare che nostra figlia finisse in una RSA a vita, come si era stato consigliato in un altro centro, abbiamo deciso di acquistare l’appartamento di fronte al nostro per far sì che diventasse una sorta di piccola RSA privata tutta per lei. Dove Ilaria potesse vivere con la possibilità di ricevere anche le visite affettuose di chi la circonda
e non l’ha mai lasciata sola”.

Di storie di solidarietà che gravitano attorno ad Ilaria ce ne sono tante: dai pranzi e le iniziative solidali alla vendita (a offerta libera) di portachiavi a tema Disney – una sua grande passione – fino ai ragazzini del quartiere (a Dalmine) che, in occasione di cresime e comunioni, hanno deciso di portarle una piccola e spontanea donazione. “La mia rabbia, e credo di parlare anche a nome di tante altre famiglie come la nostra, è che chi di dovere non ti viene incontro quando hai a che fare con una persona disabile grave – aggiunge – La nostra lotta quotidiana è possibile grazie soprattutto a tutte quelle persone che si sono messe in gioco per noi, mostrando grande umanità e solidarietà. Per questo non finirò mai di ringraziare chi ci è stato e ci sarà accanto”.

Così anche questa nuova raccolta fondi avrà come scopo quello di sostenere la forza di una mamma ed un papà, di una famiglia intera che non si è mai arresa nonostante le avversità.
“L’ultima spiaggia è portare la nostra Ilaria ad Innsbruck, in Austria, dove si trova un importante centro che potrebbe aiutarla in questo percorso – spiega Sonia Paradiso – Però i costi sono elevati”. Si parla di un migliaio di euro al giorno di cure, senza contare vitto e alloggio di chi la accompagnerà. “Abbiamo già la necessaria documentazione pronta, nel caso – conclude la mamma – Ma sarebbe davvero l’ultima chance. Quello che vorremmo ora per lei è che possa proseguire con la fisioterapia a casa attraverso l’acquisto di un apposito strumento”. Ma, per farlo, servirà l’aiuto di tutti.

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