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Il gelido tuffo della Befana al Lago Moro

Il tuffo della Befana è il consueto rito di inizio anno, un freddo salto nelle placide acque del lago Moro, mosse dopo il silenzioso letargo dell’inverno.

Giunta alla sua decima edizione la manifestazione ha attirato una vasta folla, che ghermendo le sponde del Lago, è accorsa ad assistere all’intrepida sfida al freddo. Un allegorico saluto al vecchio anno per accogliere il nuovo. “Il tuffo della Befana è anche l’apertura del circuito Swim 2019, un richiamo per promuovere la serie di gare, che partono a giugno con la storica competizione di nuoto al Lago Moro e finiscono a settembre con il Giro di Monte Isola, in chiusura della classifica finale. “Commenta Federico Troletti, organizzatore dell’evento e fondatore dell’omonimo Team.

Il primo tuffo è stato nel 2009 con 12 partecipanti. Una sorta di rito per festeggiare con gli amici e il gruppo sportivo dell’associazione. Cercando di coinvolgere altre persone l’evento si è ripetuto e l’anno seguente i partecipanti erano raddoppiati, per arrivare ai 55 della scorsa edizione e ai 51 di quest’anno.

Gli intrepidi tuffatori sono stati preceduti dalle spettacolari coreografie dei canottieri dell’Associazione Canneto di Pisogne, che hanno creato per l’occasione una cornice con le canoe di colore verde. Introdotto da poco anche l’”eskimo della befana”, una particolare manovra in cui i canottieri, schierati e rivolti verso la sponda lacustre, si ribaltano da un lato e risalgono dall’altro in una virata da togliere il fiato.

A coronare l’evento la fantastica coreografia creata da Federico che riprende il simbolico kaimano del team e il tricolore nazionale: Il rosso dei tuffatori e del tappeto srotolato lungo la riva si unisce alle bolle dei sommozzatori che salgono dal fondo del lago e si incontrano con la schiuma scaturita nel tuffo e le canoe verdi a pelo d’acqua. La sicurezza dell’evento è stata affidata alla Procivil Camuna, che segue anche gli eventi del circuito gare con l’assistenza sanitaria e al gruppo sub Valle Camonica con un fronte di circa dieci sommozzatori schierati sott’acqua.

Il tuffo è anche un modo per dare visibilità alle discipline sportive minori, un festival degli sport acquatici. I tre strati a ridosso del lago simboleggiano le tre categorie: i sub che stanno sotto, i canoisti nel mezzo e i nuotatori sopra. Un’esperienza unica e da brivido, spiega Troletti “Tuffarsi nel lago ghiacciato è una botta di adrenalina. La preparazione al tuffo è fondamentale: prima indietreggiano tutti, mano nella mano, il pubblico si unisce al countdown, parte il conto alla rovescia fino al dieci che risuona nella conca del Lago Moro e crea un’acustica fantastica; poi via, tutti che urlano e si buttano nel lago”.

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