formaggio della nona 1753

Il formaggio della Nona 1753 a Striscia la Notizia

La rubrica di Striscia la Notizia “Paesi e paesaggi” condotta da Davide Rampello ha fatto tappa in Valle di Scalve: l’inteno della puntata è stato quello di promuovere le bellezze naturalistiche ed enogastronomiche del territorio.

“Oggi siamo in Lombardia, il paese: Vilminore di Scalve. Il paesaggio la Val di Scalve, ci troviamo a 60 km da Bergamo. Una valle stretta, incisa tra le montagne. Siamo nel cuore delle alpi Orobie, sotto la Presolana. Il nome Scalve deriva del celtico e significa fessura. Questa terra d’alta quota, isolata e selvatica, dove nel 1923 crollò la diga del Gleno, custodisce un patrimonio di storie di natura e di alpeggi, ricette segrete e spezie.” Questa l’introduzione di Davide Rampello prima di parlare del formaggio della Nona 1753. La storia nasce grazie ad Attilio ed al figlio Max che hanno recuperato una ricetta nata secoli fa in valle di Scalve. Durante i lavori per il restauro di una baita di famiglia che si trova in frazione Nona, dietro una pietra dove vi era incisa la data 1753 è stata rinvenuta una scatola di latta con all’interno un taccuino scritto a mano in scalvino. Attilio, con molta pazienza ha tradotto gli appunti ed ha scoperto la ricetta di un formaggio unico. La preparazione prevede l’utilizzo di latte di bruna alpina, cotto con l’aggiunta di grani di pepe. Una volta avvenuta la rottura della cagliata le forme vengono lavorate con una cappatura di spezie di colore nero lucido. Il formaggio è stato chiamato “Formaggio di Nona 1753”, la stagionatura dura circa 8 mesi fino a rendere il prodotto morbido ed elastico.

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