I servizi essenziali della Provincia sono a rischio La denuncia dei sindacati CGIL, CISL e UIL


Sono in corso giorni di mobilitazione in tutt’Italia per i lavoratori delle Province e delle Città metropolitane contro l’approvazione del Decreto legge sugli enti locali, colpevole, per i sindacati, di non fornire adeguate risorse al funzionamento dei servizi, in termini economici e umani. La protesta, indetta da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, segue lo stato di agitazione del personale dichiarato il 10 maggio scorso. I sindacati denunciano “la profonda difficoltà finanziaria in cui versano” questi enti, “una situazione di estrema criticità nell’erogazione dei servizi offerti, cui si aggiungono le condizioni di notevole precarietà che sta vivendo il personale impiegato nei servizi, penalizzato pesantemente, anche da un punto di vista salariale, dalla scure di tagli succedutisi negli ultimi anni”.

A Bergamo i lavoratori della Provincia si sono riuniti in un’assemblea il 22 maggio. Durante i lavori, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno. I punti salienti che i lavoratori della Provincia ritengono necessari sono: Il decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, recante “disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo” contenga misure che garantiscano, nelle Province in dissesto, il pagamento della retribuzione al personale, considerandolo creditore privilegiato; E’ urgente intervenire ad emendare l’articolo 1, comma 418 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 nella parte in cui prevede l’ esclusione dal versamento ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato di un ammontare di risorse pari ai risparmi di spesa; E’ necessario emendare il comma 1 dell’articolo 20 del decreto in esame che concede un contributo di 110 milioni di euro per l’anno 2017 destinato al finanziamento delle funzioni fondamentali delle Province delle Regioni a statuto ordinario di cui alla legge n. 56/2014, da ripartire anche tenendo conto dell’esigenza di garantire il mantenimento della situazione finanziaria corrente e in riferimento a ciò modificare la somma prevista in 650 milioni di euro indicato nel documento ricognitivo prodotto dal Sose S.p.a. relativo ai fabbisogni standard. Il tutto al fine di consentire alle Province di esercitare le funzioni fondamentali ad esse attribuite dalla legislazione vigente”.

L’assemblea ha chiesto, inoltre, “di intervenire a estendere a tutti gli enti locali, comprese le Province, la possibilità di procedere con le assunzioni previste dall’art. 22 del decreto legge n. 50/2017 per andare a coprire i posti in organico resisi vacanti a seguito delle cessazioni”. L’assemblea ha, infine, invitato CGIL, CISL e UIL ad operare presso le Commissioni e i rappresentanti dei Gruppi Parlamentari perché le istituzioni pongano la massima attenzione a questi temi.


 

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