I Carabinieri Forestali scoprono un allevamento abusivo

Si è conclusa nei giorni scorsi un’attività di indagine condotta dai militari in forza al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia e coordinata dal Sostituto Procuratore Ambrogio Cassiani, su un presunto traffico di cuccioli di cani dall’estero, iniziata nel mese di novembre 2019.

A destare sospetti sull’illecita provenienza degli animali, un frequente via vai di cuccioli, che la detentrice trasportava all’interno di scatole di cartone presso uno studio veterinario della bassa bresciana, ai fini dell’identificazione tramite l’applicazione di microchip. L’attività sfociata in una perquisizione eseguita nel mese di Febbraio ha portato al sequestro di ben 61 cani di varie razze, detenuti in precarie condizioni igieniche e sanitarie, in una privata abitazione e relative pertinenze del Comune di Piubega in Provincia di Mantova. Giunti all’interno dell’abitazione, i militari constatavano la detenzione di diversi esemplari di razza, in un numero ben superiore rispetto a quanto consentito. Si trattava principalmente di Bouledogue Inglesi e Francesi, Chihuaua, Bassotti Tedeschi. Nelle medesime condizioni precarie, venivano rinvenuti dei cuccioli non ancora svezzati, alcuni di questi provenienti dall’est Europa. Si trattava di un allevamento abusivo finalizzato alla vendita di cuccioli di cani di razza, al di fuori del mercato convenzionale.
Viste le preoccupanti condizioni di detenzione, i militari provvedevano immediatamente a contattare i Veterinari dell’ATS di Mantova che giunti sul posto, verificavano le condizioni di benessere degli animali, nonché provvedevano a censirli, rinvenendo alcuni cani adulti sprovvisti di microchip identificativo. Presso l’abitazione erano inoltre detenuti farmaci e vaccini veterinari anch’essi di provenienza illecita, che venivano acquistati e somministrati dalla detentrice senza alcun titolo abilitativo e senza alcuna prescrizione medica. Gli ulteriori accertamenti condotti dai militari del Nucleo Investigativo confermavano la provenienza di alcuni dei cuccioli dall’estero ed in particolare dall’Ungheria; i cuccioli acquistati ad un prezzo tra i 150 e i 300 euro venivano poi rivenduti in base alla morfologia e alle peculiarità del mantello del cane ad un prezzo che oscillava dai 700 ai 1500 euro per cane, concorrenziale rispetto al mercato convenzionale, e con un notevole margine di profitto. Veniva pertanto deferita all’Autorità Giudiziaria la sig.ra B.M. di anni 31, che dovrà rispondere dei reati di esercizio abusivo della professione, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e traffico illecito di animali da compagnia. La stessa dovrà inoltre attenersi alle prescrizioni urgenti impartite dai Medici Veterinari intervenuti e alle disposizioni dell’ordinanza emessa nei suoi confronti dal Distretto Veterinario Alto Mantovano dell’ATS Val Padana, nonché al pagamento di svariate sanzioni amministrative.

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