L’attività dei Nuclei Carabinieri Forestale, operanti nell’area pedemontana e nella pianura bergamasca (Grumello del Monte, Trescore Balneario, Curno, Almenno San Salvatore e Capizzone), si concentra, come di consueto nel periodo invernale, sui controlli relativi al corretto stoccaggio e utilizzo degli effluenti zootecnici e dei digestati da impianti biogas per finalità agronomiche.
Questi controlli, coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale di Bergamo, risultano fondamentali per la tutela ambientale, in particolare per la protezione delle falde acquifere e della qualità dell’aria. Oltre alla contestazione di eventuali illeciti, i militari si adoperano per interrompere immediatamente ogni attività dannosa per l’ecosistema, tra cui scarichi abusivi, percolamento di liquami nei canali, spandimenti non conformi e strutture di stoccaggio non a norma.
Le operazioni di controllo vengono talvolta effettuate in collaborazione con le Compagnie Territoriali Carabinieri e con il supporto tecnico dell’ARPA, che fornisce le necessarie prescrizioni. Gli accertamenti possono essere avviati sia su segnalazione dei cittadini, tramite il numero di emergenza 112 o contattando direttamente i Nuclei Forestali, sia su iniziativa delle forze dell’ordine, attraverso sopralluoghi anche in orari notturni.
Nel corso dell’ultimo anno, sono stati effettuati 121 controlli, di cui 10 hanno evidenziato irregolarità (8,2%). Sono state elevate 13 sanzioni amministrative per un totale di 11.000 euro. In un caso specifico, un illecito spandimento di liquami zootecnici ha portato a una denuncia penale nei confronti del responsabile, a seguito delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo NIPAAF di Bergamo.
L’utilizzo degli effluenti zootecnici e dei digestati a fini agronomici è regolamentato da normative regionali per evitare l’inquinamento delle acque e dell’aria. In particolare, il “Programma d’Azione Regionale per la protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole nelle zone vulnerabili ai sensi della direttiva nitrati 91/676/CEE 2024-2027” stabilisce criteri stringenti per la gestione e la distribuzione degli effluenti.
Il programma definisce, tra le altre cose, i periodi di divieto di spandimento: 90 giorni tra il 1° novembre e la fine di febbraio, di cui 60 continuativi tra il 1° dicembre e il 31 gennaio. I restanti 30 giorni sono determinati dalla Regione Lombardia in base alle condizioni meteorologiche, alla praticabilità dei terreni e alla qualità dell’aria. Per agevolare gli operatori del settore, la Regione pubblica bollettini con l’indicazione dei giorni in cui lo spandimento è vietato o consentito.
Tra le infrazioni più comuni riscontrate dai Carabinieri Forestali figurano:
vasche di contenimento non conformi o con carenze strutturali;
percolamenti o sversamenti di reflui zootecnici nei corpi idrici;
mancato interramento dei liquami entro le 12 ore previste;
spandimenti effettuati in periodi di divieto o in condizioni ambientali sfavorevoli;
utilizzo di attrezzature non ammesse per lo sversamento;
assenza o errata compilazione del Piano di Utilizzazione Agronomica Aziendale (PUA).
Nonostante le infrazioni rilevate, il mondo agricolo e zootecnico bergamasco dimostra un generale rispetto delle normative vigenti in materia di gestione degli effluenti di allevamento. I Carabinieri Forestali continueranno a monitorare la situazione, garantendo il rispetto delle regole per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.