Giovane imprenditore camuno porta in Italia un rivestimento per superfici per limitare la diffusione del virus

Ogni giorno centinaia di persone possono entrare in contatto con virus e batteri a causa di una superficie non sicura; basta pensare alle numerose volte in cui tocchiamo il bancomat, la porta di un ufficio pubblico o il carrello al supermercato e ci strofiniamo gli occhi o avviciniamo le mani alla bocca. La copertura per superfici portata in Italia dall’azienda Sherpa Hub, dell’imprenditore bresciano Alessandro Rizzetto Chini, e Khaiel può essere quindi una soluzione per contenere una pandemia. Si tratta di in un rivestimento permanente che annichilisce virus, batteri e funghi tramite un meccanismo fisico (non chimico).

Dove può essere utilizzato nanoEL AB e perché è così importante

«Ritengo che nanoEL AB possa essere una delle chiavi di volta nell’azione di contenimento del contagio del virus proprio perché ha proprietà idrorepellenti e antivegetative» dichiara Alessandro Rizzetto Chini. Questo rivestimento è nato più di quindici anni fa, durante la pandemia di Sars, e negli ultimi anni è stato ottimizzato da KhaiEl, un’azienda Tedesco – Coreana, leader in bio e nanotecnologie sostenibili, partner dal 2018 di Sherpa Hub. NanoEL AB si presenta sottoforma di liquido, oppure spray, per poi trasformarsi in un sostegno solido. Può essere utilizzato su qualsiasi oggetto che abbia una destinazione d’uso high touch e quindi, ad alto rischio. Come schermi, maniglie, volanti di automobili, tappezzeria, packaging per i brand di cosmetica, bagagli o attrezzature per palestre.

In Italia è certificato PT9 ed è stato testato sul Coronavirus-SARS-1 e l’influenza H1N1 con una protezione garantita per un anno dalla sua applicazione.

Chi è Alessandro Rizzetto Chini e di cosa si occupa la Sherpa Hub

Alessandro Rizzetto Chini è un giovane imprenditore bresciano che nel 2016 ha lasciato l’Italia alla volta di Singapore per crescere professionalmente e dare vita alla sua azienda: la Sherpa Hub, una StartUp estremamente flessibile, che facilita il lavoro di sviluppo business di grandi aziende dell’Occidente. Il sentirsi parte di un team, la presenza in loco e l’intraprendenza commerciale sono i valori su cui si poggia il lavoro che Alessandro e la sua squadra stanno
portando avanti e grazie ai quali tra marzo ed aprile, in pieno lockdown, è nato un progetto di internazionalizzazione di nanoEL AB, un rivestimento per superfici permanente antimicrobico, con l’azienda Tedesco-Coreana Khaiel.

«KhaiEl ha una forte impronta quasi esclusivamente tecnica, che la porta ad eccellere nello sviluppo di tecnologie e soluzioni, mentre della parte di espansione ed accelerazione del business dedicata alla comunicazione e all’internazionalizzazione mi occupo in prima persona supportato da un team internazionale di manager» conclude l’imprenditore bresciano. Una collaborazione, dunque, che ha permesso di portare in Italia un prodotto particolarmente interessante nell’era del Coronavirus.

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