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“Gesù sarebbe a bordo di quei barconi”: quel video fra Leffe e la nave Aquarius

La nave “Aquarius”, ferma nel Mediterraneo al largo delle coste improvvisamente ostili di Italia e Malta, è in questi giorni sulla bocca di tutti: chi trionfalmente ne vede un simbolo di ritrovata autorità, chi invece (molti in deluso silenzio) ne ricava una triste icona dei tempi. A legare la nave Aquarius alla Bergamasca, oltre a decine di immigrati sbarcati in questi anni e accolti anche nella nostra provincia, c’è il giovane documentarista Luca Capponi, originario di Leffe ed oggi residente a Palermo. In collaborazione con Marianna De Carlo ha realizzato nel 2016 il reportage (video e foto) “Looking for Odisseo”, registrato dal vivo sulla nave Aquarius. La nave, come noto, grazie all’associazione umanitaria SOS Mediterranée è mezzo di soccorso primario per i barconi di disperati che percorrono le rotte fra Libia ed Italia. Lo scorso gennaio, davanti ad una platea multietnica attenta e numerosa all’Oratorio San Martino di Leffe riunita per l’Incontro Internazionale del Vicariato, Luca ha sottolineato senza remore le distorsioni e le speculazioni che sono alla base dei viaggi della disperazione, le complicità politiche e mafiose, ma anche e soprattutto la necessità di ritrovare un’umanità perduta, che veda, prima di tutto, l’urgente necessità di dare aiuto a quei disperati.

“Siamo in un mondo – ha sottolineato Luca in occasione della serata in Val Gandino – in cui fatichiamo sempre più a corrispondere agli slanci generosi che il cuore deve dettarci. Gesù oggi sarebbe a bordo di quei barconi. Negli occhi di quei salvati abbiamo visto una gioia senza misura che non può lasciare indifferenti, così come la preghiera cantata sottocoperta da tante donne consapevoli di ritrovare in quel “Mare Nostrum” uno spiraglio di speranza”. La lettura di alcune testimonianze raccolte fra i migranti scampati al naufragio nel Mediterraneo ha offerto a Leffe ( e sul web attraverso il diario online http://thesubmarine.it/looking-for-odisseo/) ulteriori spunti di riflessione.

Si può anche votare con la pancia, ma al primo posto restano sempre e comunque la testa e, soprattutto, il cuore.

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