cedro parco gandino

Gandino, addio al cedro del Parco, ma avrà una nuova vita

Un gigante malato, che avrà nuova vita. Sono state avviate martedì 15 gennaio a Gandino le operazioni necessarie per l’abbattimento di uno degli alberi secolari, un cedro del Libano, presenti nel Parco Comunale “Giuseppe Verdi”. L’albero (che potrebbe essere stato messo a dimora fra fine ‘800 ed inizio ‘900) presenta problemi di stabilità e sicurezza a causa di una malattia progressiva che ne mina radici e struttura. Potrebbe causare gravi danni all’incolumità pubblica in coincidenza di eventi meteorologici di particolare intensità, purtroppo sempre più frequenti.

Il Comune ha affidato le operazioni di taglio sono state affidate alla cooperativa sociale “Cantiere Verde” che ha sede a Cene e che già opera attivamente in Val Gandino, attraverso progetti legati alla sostenibilità ambientale ed all’inclusione sociale. La cooperativa Cantiere Verde, attraverso propri operatori coadiuvati dalla ditta Segantino, si occuperà dello “smontaggio” del cedro in due fasi. Innanzitutto una o due giornate di taglio e calo a terra delle fronde e delle branche secondarie, con successivo allontanamento dal Parco, custodia delle principali e biotriturazione di quelle non utilizzabili. Una seconda fase prevede il calo a terra del tronco principale mediante l’ausilio di idonea gru su carro posizionata in via Cavalieri di Vittorio Veneto (con necessaria chiusura al traffico della strada che sale verso Cirano).

Il tronco principale verrà tagliato ad un’altezza da terra di circa 2,5 metri, lasciando la parte basale da destinare ad un’opera che verrà realizzata da artisti del legno, con obiettivi e modalità proprie. I tronchi delle branche primarie e secondarie, verranno segati longitudinalmente da Cantiere Verde, che se ne assume gli oneri, e messi a disposizione di progetti sociali, storici ed ambientali collegati alla vita di Gandino, oltre che delle associazioni o gruppi che aderiscano all’idea di farne un uso condiviso. La Cooperativa “I Sogni”, che opera a Gandino presso l’omonima Casa di via Sotto gli Orti a Cirano, attiverà i propri operatori e laboratori di falegnameria per la realizzazione di oggettistica dalle parti secondarie, nonché della valorizzazione delle tavole. Allo studio un marchio specifico e distintivo, che ricordi la provenienza degli oggetti e tavole ricavati e venduti. Altre parti dell’albero non idonee alla realizzazione di tavole verranno messe nella disponibilità di artigiani ed ebanisti, con un eventuale costo di acquisto. A coordinare il progetto insieme all’assessore ai servizi sociali Filippo Servalli, ci sono Gualtiero Moreni della Cooperativa “Cantiere Verde”, Matteo Caglioni della Cooperativa “I Sogni”, Paolo Pasini dell’Associazione “Arte sul Serio” (responsabile per la realizzazione di un’opera/gioco ricavata nel restante tronco dell’albero).

Va sottolineato che al progetto “Nuova Vita al Cedro”, sono collegati anche gli interventi promossi negli ultimi mesi dal Club Alpino Italiano sottosez. Valgandino e dall’ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione Valgandino. Nel primo caso è stato predisposto un progetto per la valorizzazione del percorso Trail nell’area montana del Monte Farno, mentre nel secondo si è attivata la predisposizione di un percorso storico-culturale dedicato a luoghi e sentieri della Resistenza partigiana sul territorio di Gandino, su progetto dell’architetto Daniela Bertocchi. L’utilizzo del cedro è ipotizzato in particolare per la creazione di tavoli e panche nelle aree di sosta e servizio previste nei progetti.

Un’ulteriore ipotesi cui si sta lavorando in queste settimane è quella legata alla salvaguardia della Croce di Corno, con la realizzazione di un bivacco in quota a ricordo del volontario Lorenzo Rottigni. Il progetto, coordinato da Comune di Gandino, Gruppo Alpini Gandino, Pro Loco, CAI Valgandino, Atalanta Club Valgandino, Associazione Fanti ed Unità Pastorale Gandino-Barzizza-Cirano ha avviato a dicembre 2018 la raccolta fondi utili alla manutenzione straordinaria della Croce (struttura e basamento) e valuterà a breve la miglior soluzione operativa per la realizzazione del bivacco, con la consulenza dell’architetto Alessandro Noris ed il desiderio di ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’opera. Parti del cedro potrebbero per questo essere utilizzate nella realizzazione del bivacco.

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