Festival del pastoralismo, la Montagna incontra la Città

Quest’anno più iniziative, in più luoghi e apertura alla dimensione interregionale con presenze da Sicilia, Abruzzo e Liguria.  Tema dell’edizione 2016? La capra e il suo ritorno, ormai consolidato ma in costante crescita, specie in provincia di Bergamo.

Quest’anno più iniziative, in più luoghi e apertura alla dimensione interregionale con presenze da Sicilia, Abruzzo e Liguria.  Tema dell’edizione 2016? La capra e il suo ritorno, ormai consolidato ma in costante crescita, specie in provincia di Bergamo.

Prefestival – Il Prefestiva è stato caratterizzato dalla partecipazione a Bergamoscienza con la mostra “CaprAmica” allestita alla Porta Sant’Agostino tra l’8 e il 16 ottobre integrata da due proposte di laboratori. L’alpeggio e la biodiversità, tra storia, pratiche e prospettive, è uno dei temi del Festival del pastoralismo. Ne è nata una collaborazione naturale con la rivista “Orobie” nell’ambito della quinta edizione di “Bergamo immagine”. Nella sala Mosaico della Camera di Commercio, in piazza della Libertà si è svolto un convegno – sempre nell’ambito di Bergamoscienza – proprio su “Alpeggio e biodiversità” con gli interventi di vari esperti di Marco Mazzoleni, autore delle fotografie della mostra “Mut-Civiltà dell’alpeggio” che verrà allestita sul Sentierone da lunedì 17 a lunedì 31 ottobre. Verranno anche proiettate le interviste realizzate, proprio ad alpeggiatori e casari, dagli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “Mario Rigoni Stern”. Quindi, degustazione guidata di prodotti offerti dalla Latteria sociale di Branzi, a cura di Silvia Tropea Montagnosi , con l’intervento dei casari e la collaborazione di professori e studenti dell’Abf di Bergamo. Lunedì 17 alle 18 sul Sentierone vi è statal’inaugurazione della mostra fotografica di Marco Mazzoleni su paesaggi e personaggi dell’alpeggio, dai casari ai pastori. 

 


Festival – Anche quest’anno il festival prevede un weekend di fine ottobre con due eventi con animali (con più un terzo un po’ a sorpresa). E’ l’epoca delle transumanze e della preparazione di prodotti (formaggi e preparazioni carnee) che un tempo potevano realizzarsi solo quando la temperatura in calo ne avrebbe garantita la riuscita e la conservabilità. Epoca di “raccolta” anche per i frutti del pastoralismo quindi, i formaggi d’alpe, le carni di animali che non sarebbe risultato conveniente stabulare per l’inverno con l’onere del prezioso fieno.

Il gregge (sempre più consistente) di Marco Cominelli di Parre (trecento pecore) – accompagnato, in coda al corteo, dagli asini dell’associazione Asini si nasce-Bergamo – percorrerà per la terza volta le mura venete, uscendo da Porta SantAlessandro per dirigersi ad Astino. Per favorire la partecipazione delle famiglie quest’anno si è spostato l’evento dal venerd’ al sabato 29 ottobre. L’evento oltre che con la collaborazione del comune e dell’ass. Terre di San Marco si avvale del prezioso aiuto dei pastori dell’ass. Pastori lombardi che accompagnano il gregge nel traffico cittadino e, una volta arritati ad Astino daranno vita a dimostrazioni di vita pastorale (tosatura e preparazione estemporanea all’aperto della “castradina”, accompagnata da formaggi e adeguata bevanda). Il tutto con la colonna sonora del duo brembaghet. L’evento ad Astino si avvale della collaborazione di Società Astino e MIA. Sabato 29 ottobre dalle 9.30- 14 Porta S. Lorenzo (Garibaldi) Porta S. Alessandro Astino

Nello stesso giorno alle 17 a Villa Tasso a Celadina (P.za Alpi Orobiche) si terrà la conferenza musicale Dalla cornetta dei Tasso al corno alpino. Esibizione di alphorn. L’evento in continuità con l’importanza della dimensione musicale del festival segna anche l’allargamento della presenza del Festival al di fuori della Città alta. Alla sera Sapori d’Abruzzo alla Cà Berizzi a Corna Imagna nel segno della stretta collaborazione tra Festival e Centro studi (vedi oltre “cene a tema”). Dopo queste puntate al di fuori del centro cittadino il giorno 30 ottobre il festival tornerà in Città alta con l’esposizione Capre biodiverse sul bel prato della Fara con lo sfondo delle montagne e di Sant’Agostino . Saranno presentate cinque razze di capre autoctone mentre una ventina di espositori daranno vita ad una mostra-mercato di formaggi caprini artigianali ma anche di altri prodotti tipici delle valli bergamasche da quelli più tradizionali (il mais spinato d Gandino) allo zafferano e i tartufi passando per olio, vino. Domenica 30 ottobre ore 9.30-17 Prato della Fara, Città Alta.

Durante la giornata del 30 si svolgeranno anche altre iniziative. Verso mezzogiorno un drappello di capre orobiche si dirigerà guidato dai pastori verso la Piazza Vecchia. E’ la rievocazione di quando, in epoche non lontane le capre – godendo di uno speciale salvacondotto in deroga ai band delle capre da città e pianura – entravano in città per portare il loro latte, munto sul posto, agli ammalati.

In Piazza Mascheroni sempre sul far del mezzogiorno inizierà lo Street food con gli amici teramani . Il programma culinario prevederà la capra alla neretese (peperoni), polenta con sugo di capra e una speciale zuppa di legumi della tradizione della val Vibrata (all’estremo nord dell’Abruzzo).

Alle ore 16.30 la delegazione abruzzese intratterrà presso il Ristorante Pizzeria da Mimmo (via Colleoni,  apochi passi da Piazza Mascheroni) gli interessati alla storia, cultura, tradizioni enogastronomiche della val Vibrata e del teramano davanti a un calice di Montepulciano superiore e a formaggi pecorini ( in collaborazione con Cucine in festa di Zanica; Pro Loco Nereto negli Abruzzi; Associazione Comunità delle botteghe di città alta).

 


Il programma del Festival proseguirà lungo tutti i weekend di novembre. Punto di riferimento, sempre a Città alta la mostra La vacca del povero. La capra nella storia della società e della cultura  (venerdì, sabato e domenica ore 10-12.30 e 14-18 – Sala ex Ateneo Piazza Duomo). La mostra approfondisce lo “strano caso” della capra, animale oggetto di cicliche ondate di spregio e di considerazione in relazione alle vicende delle società e culture umane. La mostra, aperta da dal 4 al 27 novembre, cerca di trovare una spiegazione legata al ruolo della capra nei diversi contesti rurali e agronomici, ai simbolismi di cui è stata caricata, ai conflitti sociali e agli orientamenti ideologici che ne hanno sancito lo status. vengono esplorati aspetti poco conosciuti della storia sociale dell’allevamento caprino utili a comprendere il revival di questo intrigante animale a partire dal ’68. Venerdì 4 novembre h 18 si svolgerà l’inaugurazione della mostra con un aperitivo ovviamente dedicato ai formaggi di capra (oggetto di un vero e proprio boom di mercato).

 

Programma completo su: Festival del pastoralismo – Terre d’Alpe

 


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