fattorie didattiche

Fattorie didattiche: riaprire in sicurezza e con un’accoglienza di qualità

Fattorie didattiche pronte a ripartire in sicurezza. Con questo obiettivo Coldiretti Bergamo, in collaborazione con Donne impresa e Terranostra, ha organizzato un webinar incentrato sulle buone pratiche da adottare per accogliere i piccoli ospiti in sicurezza. Nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi la coordinatrice regionale di Terranostra Lombardia, Valeria Sonvico, ha approfondito la delibera emanata da Regione Lombardia per assicurare il ritorno in campagna dei bambini senza particolari problemi, previsto a partire dal prossimo 15 giugno.

Queste strutture sono aziende agricole autorizzate a fare formazione sul campo per le nuove generazioni, delle vere e proprie aule all’aperto che propongono percorsi di formazione e educazione utilizzando l’ambiente, lo spazio aperto e gli elementi naturali, piante e animali. In provincia di Bergamo le fattorie didattiche accreditate a Regione Lombardia sono 54.

“Durante il lockdown queste realtà sono rimaste chiuse e non hanno potuto lavorare – spiega Coldiretti Bergamo – con danni molto pesanti perché lo stop ha coinciso con il periodo di maggior lavoro, soprattutto con le scolaresche. Durante questo periodo gli operatori didattici si sono però preparati per migliorare la loro offerta e la loro accoglienza, con una particolare attenzione agli aspetti della sicurezza”.

Le fattorie didattiche rappresentano il luogo ideale per apprendere a stare insieme in un modo nuovo, in spazi aperti e ricchi di spunti educativi. Dopo mesi di isolamento in casa, a contatto spesso solo con adulti, i bambini hanno bisogno di ritrovarsi e di passare del tempo insieme. Inoltre le fattorie didattiche possono essere di supporto ai genitori che sono tornati al lavoro in concomitanza con la fine delle lezioni scolastiche.

Ripartire non è facile – sottolinea Coldiretti Bergamo – soprattutto nella nostra provincia che è stata martoriata dal Cond-19. Le fattorie didattiche aderenti a Terranostra sono però impegnate a proporre un’accoglienza in un contesto di sicurezza e rispetto delle norme di prevenzione del contagio. Alcune apriranno subito il 15 giugno, altre aspetteranno ancora qualche giorno per essere pronte a svolgere al meglio i loro compiti.

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