Fase 2 e fase 3, ripresa in sicurezza

Il 4 maggio è stato il giorno in cui per tutti è terminato il periodo di isolamento domiciliare, nonostante ciò molte persone si rifiutano ancora di uscire e se ne stanno in casa, facendosi ancora portare la spesa e i farmaci a domicilio. Si tratta per lo più di persone anziane e/o con patologie che sono terrorizzate da un possibile contagio. E’ un comportamento comprensibile, in quanto hanno sentito di loro coetanei deceduti o con gravi complicanze da Covid 19, ma si tratta di un comportamento dannoso per la salute psicofisica. E’ invece utile uscire di casa, innanzitutto perché la luce solare favorisce la sintesi a livello cutaneo della vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa e per un buon funzionamento del sistema immunitario. Uscire di casa è utile anche perché consente di fare movimento, che è molto importante per tutti, ma ancor di più per gli anziani che sono coloro che soffrono più spesso di patologie come il diabete e l’ipertensione, per le quali il movimento è forse ancora più utile della terapia farmacologica.
Ovviamente vanno comunque rispettate delle regole fondamentali per la salute personale e pubblica. La mascherina va sempre portata con sé ma non va sempre indossata. E’ importante indossare la mascherina in certe situazioni, cioè quando ci si trova con altre persone, meno che non si tratti di congiunti, in ambienti chiusi o anche all’aperto, se non è possibile rispettare la distanza di sicurezza. Indossare la mascherina in altre situazioni può essere invece superfluo. Se ci si trova a passeggiare in solitaria, per esempio su un sentiero di montagna, o quando è possibile mantenere una distanza di sicurezza anche superiore al metro all’aperto è inutile indossarla. Sfatiamo il mito che portare a lungo la mascherina possa provocare una ipossia (insufficiente ossigenazione del sangue), infatti la sigla FFP che contraddistingue i vari tipi di mascherina significa Filtranti Facciali Protettivi, questo significa che sono in grado di filtrare l’aria trattenendo batteri virus e altre particelle sia in entrata che in uscita, mentre permettono il passaggio delle molecole di ossigeno in entrata e di CO2 in uscita. Indossare le mascherine troppo a lungo può essere invece dannoso per altri motivi, in quanto possono provocare l’insorgenza di dermatiti del viso batteriche o micotiche, favorite dal caldo e dall’umidità. Inoltre non dimentichiamo che la mascherina, qualunque sia, se indossata, dopo qualche ora riduce fino a perdere la sua efficacia filtrante, quindi meglio non usarla quando non è necessario. E’ perfettamente inutile indossare la mascherina se ci si trova da soli alla guida dell’auto, anzi anche in questo caso può addirittura essere dannosa perché rende più problematica la guida riducendo la visibilità, soprattutto per coloro che portano gli occhiali. I guanti raramente sono necessari.  In alcuni contesti lavorativi come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti. Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati. Anche indossando i guanti non ci si deve sentire troppo protetti, bisogna ovviamente evitare di toccarsi bocca, naso e occhi. Bisogna fare attenzione a come si infilano e si tolgono. Rimuovere i guanti dalla confezione singolarmente evitando la contaminazione dei guanti posti più in basso. Si devono indossare tenendo il polsino del guanto e tirarlo in posizione. Anche quando si tolgono è necessario sfilarli tenendoli dal polsino, buttarli poi nell’indifferenziata. Più importante che indossare i guanti è una frequente e corretta igiene delle mani con acqua e sapone per almeno 60 secondi, avendo l’accortezza di pulirsi anche le unghie e gli spazi interdigitali. In mancanza di acqua si può utilizzare un gel a base alcolica.

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