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Eutanasia: condanna o salvezza? Raccolta firme per il referendum

“Ammalarsi fa parte della vita. Come guarire, morire, nascere, invecchiare, amare.

Le buone leggi servono alla vita: per impedire che siano altri a decidere per noi” scrive l’Associazione Luca Coscioni sul proprio sito web. Ogni giorno, per millemila cose, la nostra volontà viene schiacciata da quella degli altri. C’è un momento in cui, però, abbiamo la possibilità di scegliere: quando siamo chiamati ad esercitare la sovranità popolare. Un referendum non è solo un pezzo di carta con delle firme sbilenche: è una presa di posizione.

Dal 30 giugno al 30 settembre, recandosi in Comune si può apporre la propria firma a favore del Referendum per l’Eutanasia Legale, per raggiungere le 500mila richieste.

L’eutanasia è un argomento che divide ed è ormai da anni al centro del dibattito del mondo scientifico, politico e religioso. C’è chi la vede come una condanna e chi come una salvezza, tutto dipende dalla prospettiva. Il cuore della questione, però, sta nell’avere la possibilità di scegliere: la scelta è un fondamentale principio democratico. Da cittadini, dobbiamo avere la possibilità di prendere la strada che riteniamo più corretta. Per poter fare ciò, è necessario vedere le due traiettorie: da una parte il sì e dall’altra il no.

Inoltre, dobbiamo poi ricordare che dietro a numeri, firme e dati ci sono delle persone.

                                    Maria Ducoli

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