Tragedia Presanella

Ecco la possibile ricostruzione della tragedia della Presanella

Con l’aiuto delle testimonianze raccolte dai soccorritori, ecco la ricostruzione possibile di quanto deve essere accaduto sulla Freshfield a quota metri 3.200 domenica 27 agosto quando nove componenti della comitiva di sale Marasino e Marone, tra cui due ragazzini adolescenti, sono scivolati lungo il pendio ghiacciato e due hanno perso la vita (Foto: Il Giornale di Brescia).

La comitiva era partita alle 4 del mattino dal rifugio di Denza, che aveva raggiunto la sera del giorno prima, di sabato, provenendo da Vermiglio: l’obiettivo della gita era raggiungere la cima della Presanella. L’incidente è avvenuto alle 9.30 di domenica 27 agosto: il gruppo stava percorrendo la via Normale per raggiungere la cima, a quota 3.558. Con lo zaino in spalla ed armati di ramponi e piccozze, gli escursionisti stavano salendo il ghiacciaio divisi in tre cordate. A 3.200 metri, in prossimità della forcella Freshfield, i primi due gruppi avevano raggiunto un pianoro e stavano aspettando l’ultima cordata, ancora alle prese col pendio ghiacciato. All’improvviso, uno degli alpinisti di questa cordata è scivolato, tirando giù con sé tutto il gruppo. Nel tentativo di portare aiuto, le altre due cordate hanno provato a calarsi, ma sono scivolati tutti. Sette di loro hanno fatto una caduta di 200 metri. Immediati i soccorsi, con l’arrivo sul posto di tre elicotteri, hanno cercato di recuperare tutti. Ma per due di loro, Luciano Bertagna, di 45 anni e Raffaella Zanotti, 41 anni. non c’è stato niente da fare. Feriti gli altri componenti del gruppo: Mario Lottici, 40anni, ricoverato in condizioni gravi all’ospedale di Bolzano, la moglie Erica Turra di 37 anni ed il figlio di 13. Giovanni Ziboni, 55 anni, marito della vittima, portato al Civile di Brescia e i loro due figli di 21 e 14 anni, quest’ultimo ricoverato a Trento, in condizioni gravissime. Infine Mauro Zampatti, di 41 anni.

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