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E’ questo il turismo che vogliamo promuovere?

Il più agguerrito nemico del turismo è il traffico. Ormai gli sciatori sono abituati: in Valtellina, come nell’alta Valle Camonica, in Valle Brembana così come nel tratto che sale all’Aprica c’è un appuntamento al quale non puoi sfuggire. Ore di coda, ad esempio, a sera nella tratta che da Grosio raggiunge Tirano, identico scenario nella direzione opposta il mattino. Si ripete praticamente tutti i giorni ed ha posto di nuovo l’accento sul drammatico problema del traffico.

Per la Valtellina, questo atavico problema dovrebbe essere archiviato dall’avvio della tangenziale di Tirano, per cui i lavori stanno procedendo in modo celere, mentre per l’alta Valle Camonica si attende l’avvio dei lavori della variante di Edolo che dovrebbe risolvere i problemi creati dall’ormai centenaria galleria nel cuore del Paese

Il problema traffico in Valtellina, nel 2024, è ancora quello di 30 anni fa, anzi forse è peggiorato. I fatti dicono che il fondovalle di Tirano e Villa è stato drammaticamente stravolto da capannoni, a breve verrà realizzata una nuova centrale Terna che spazzerà via l’ultimo lembo di verde della piana agricola.  In valle Camonica si presenta la stessa scena., Qui, sono le strutture commerciali che hanno deturpato l’ambiente consegnando, ad esempio, a Sonico lo scettro del Comune i cui abitanti detengono pro capite la maggior densità

Un territorio che ormai sta per non avere più nulla di attrattivo dal punto di vista turistico, è solamente un enorme centro commerciale. Ore e ore di coda sia in entrata che in uscita, per raggiungere le solite località, affollate a dismisura per i pochi periodi vacanzieri dell’anno per poi essere lasciate a desertificare in tutti gli altri momenti. Basterebbe guardare verso il Trentino e copiare il loro sistema. Poche seconde case e alberghi che si inseriscono nel contesto urbano senza provocare un pugno nello stomaco. Ma da noi, i vecchi amministratori così come quelli attuali hanno come spettro visivo il loro mandato. E facile, in virtù di questo atteggiamento, affermare che “un sindaco diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

Ma facciamocene una ragione, e smettiamo di organizzare convegni e dibattiti per il turismo della pace e della natura che siamo capaci solamente di nominare in incontri tutti uguali e noiosissimi

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