Dopo bar e parrucchieri, arriva la “tassa covid” sulle auto

In queste settimane, molti automobilisti italiani hanno avuto a che fare con la cosiddetta “tassa covid”. È successo nei bar, con i parrucchieri e, infine, anche nelle officine auto. Dai 20 ai 40 euro, totalmente ingiustificati. Mascherata come “tassa sanificazione” che andrebbe ad aggiungersi a riparazioni o interventi. Questa nuova “voce” sul conto da pagare non è di certo passata inosservata a Codacons, che ha subito denunciato la pratica scorretta. Anche perché, secondo testimonianze provenienti da tutto lo Stivale, c’è chi farebbe passare per obbligatorio un trattamento di sanificazione a base di ozono, che prima della pandemia veniva praticato soltanto su richiesta del cliente. “Non esiste alcuna norma che obbliga i consumatori a sanificare la propria autovettura presso le officine, né che vincoli i tagliandi o le riparazioni al pagamento di “tangenti” legate al covid”, ha precisato Codacons.

La stessa Confartigianato Autoriparazione, associazione di categoria delle autofficine, ha fermamente condannato la “tassa sanificazione”. “Non vogliamo passare per degli approfittatori. La nostra linea è quella di non applicare costi aggiuntivi ai clienti e di assicurare gratuitamente l’igienizzazione della vettura attraverso uno spray sulle zone di contatto come sedili, volante, pomelli e freno a mano”.

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