fiume

Decisione per fare scorta acqua nei laghi

Si è svolto nel pomeriggio di giovedì 31 marzo, a Palazzo Pirelli, il Tavolo regionale sulla crisi idrica in Lombardia. All’incontro hanno partecipato il presidente Attilio Fontana, gli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse Energetiche), Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi), Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima) e il Segretario generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po, Meuccio Berselli.

Erano inoltre presenti i rappresentanti delle associazioni di agricoltori, dei consorzi di bonifica, degli enti regolatori dei grandi laghi e dei principali produttori di energia idroelettrica. Mancavano, ancora una volta, i rappresentanti del territorio, sindaci o delegati, ma almeno questa volta non hanno tentato l’assalto alle acque del lago, anzi, hanno discusso che è fondamentale che le acque vengano conservate entro il bacino in attesa di un utilizzo in agricoltura.

Siamo di fronte a una situazione che presenta il 60% in meno di acqua rispetto alla media del periodo storico. L’andamento delle precipitazioni dei mesi invernali, decisamente sotto la media del periodo, e la conseguente mancanza di accumulo di riserve (sia sotto forma di neve in montagna, sia sotto forma di acque trattenute negli invasi idroelettrici e nei grandi laghi), ha determinato un deficit di risorsa idrica importante. Regione Lombardia, in accordo con i soggetti presenti al Tavolo, ha valutato l’opportunità di effettuare deroghe al rilascio del deflusso minimo vitale, nell’ambito di quanto previsto dal vigente Programma di Tutela e Uso delle Acque, con lo scopo primario di invasare acqua nei laghi, iniziando strategicamente con i laghi di Iseo e Como, con un contemporaneo slittamento dei tempi per l’inizio della stagione irrigua.

Bene il Tavolo odierno con il significativo contributo di Arpa Lombardia. Un Tavolo dove sono state udite le istanze di tutti i partecipanti al fine di affrontare la crisi idrica che stiamo vivendo con progettualità che mirano a un utilizzo e una gestione ottimale della risorsa acqua. “Intendiamo procedere – aggiunge – con lo stesso metodo e riunirci con cadenza fissa. Ciò allo scopo di  monitorare attivamente la situazione e prendere celermente tutte le azioni che si riterranno man mano necessarie per fronteggiare la siccità che ci ha colpiti”.

La crisi idrica per l’agricoltura è come la crisi energetica per l’industria. Bene dunque la decisione presa al Tavolo sulla possibilità di deroga al deflusso minimo vitale.  Il tavolo rimarrà permanente anche per affrontare le particolarità dei singoli territori.  Dobbiamo consentire di prelevare acqua dai corpi idrici ribadendo la priorità dell’uso agricolo

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