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Dati Istat decessi in Italia: +49% rispetto al 2019, +568% a Bergamo

I dati Istat relativi al mese di marzo di quest’anno forniscono un quadro decisamente più attendibile dell’emergenza coronavirus. Il rapporto è stato redatto insieme all’Istituto Superiore di Sanità e fa riferimento ad un campione di 6.866 Comuni. A livello medio nazionale i morti sono stati il 49,4% in più rispetto al quadrimestre 2015-2019. Un dato complessivo, che tiene conto di tutti i decessi. I risultati non sono omogenei su tutto il territorio e questa è un’ulteriore conferma del diverso andamento del coronavirus in Italia. Il Nord, come era facile prevedere, presenta un quadro molto diverso da quello del Sud.

Prendendo come riferimento il periodo che va dal primo decesso da covid-19 fino al 31 marzo, i decessi in Italia passano da 65.592 (media periodo 2015-2019) a 90.946 nel 2020. La maggior parte dei decessi si registra nelle province cosiddette a diffusione alta (89%). Ci sono quelle a diffusione media (8%) e a diffusione bassa (3%). Le province più colpite sono tutte al Nord, con l’eccezione rappresentata da Pesaro-Urbino. Considerando queste province, i decessi sono passati da 26.218 (2015-2019) a 49.351; l’aumento è stato del 52%. Entrando più nello specifico alcune delle province facenti parte di questo raggruppamento hanno pagato un prezzo più elevato in termini di vite umane. A Bergamo l’aumento è stato del 568%, a Cremona del 391%, a Lodi del 371% e a Brescia del 291%. Si riscontrano più contagi tra le donne, ma la mortalità è più elevata tra gli uomini. Nel 52,7% dei casi il contagiato è di sesso femminile.

 

 

 

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