DANIELE ROCCHETTI RI-ELETTO PRESIDENTE DELLE ACLI DI BERGAMO

Le Acli di Bergamo proseguono nel segno della continuità. Ieri sera, mercoledì 14 settembre si è radunato il Consiglio provinciale per eleggere il Presidente dell’associazione per il prossimo quadriennio 2020-2024. I 43 membri del Consiglio eletti in occasione del XXVIII Congresso provinciale svoltosi il 3 ottobre a scrutinio segreto hanno eletto all’unanimità e dunque riconfermato Daniele Rocchetti alla guida delle Acli di Bergamo. Il neo presidente ha già condotto l’associazione nel quadriennio precedente ed è stato riconfermato. Cinquantanove anni, originario di Paladina, sposato e padre di 3 figli, ha studiato al Seminario di Bergamo conseguendo il Baccalaureato in Teologia. Alla fine degli anni Ottanta, ha fondato insieme ad un gruppo di amici, “Il Seme”, una delle prime cooperative di commercio equo e solidale della Bergamasca. Da sempre attento al Medioriente, è guida di Terra Santa in Israele e Palestina. Autore di alcuni testi, è giornalista pubblicista dal 1990 e collabora a diverse testate nazionali e locali. Ha una rubrica fissa sul Santalessandro, il settimanale online della Diocesi (www.santalessandro.org). Ha insegnato per vent’anni alle Scuole Superiori. È stato membro di Presidenza delle ACLI, dal 2012 Vicepresidente e infine Presidente dal 2016.
Il neo – presidente ha indicato i quattro punti cardinali del suo futuro incarico e sui quali intende dare slancio all’associazione. In primo luogo ha ribadito il primato al territorio, specialmente rispetto a quanto messo in luce durante la pandemia dalla fragilità sanitaria territoriale e al costante e generalizzato sradicamento dal locale. In seguito ha rimarcato l’attenzione alla politica sottolineando la necessità di competenza e laicità. Ha inoltre insistito sull’esigenza e sull’impegno che l’associazione deve investire per formare una classe dirigente in grado di guidare il Paese. Da ultimo ha esortato con forza a mettere assolutamente in agenda la questione del lavoro e della sua costante precarietà soprattutto tra i giovani che non può essere trascurata a fronte dell’emergenza sociale in corso. Un programma che ripercorre il solco della tradizione aclista aspirando ad un rinnovata flessibilità e presenza sul territorio.

Con il Presidente è stata anche approvata la squadra che con lui collaborerà. Ognuno dei 14 membri ha una delega specifica ad un ambito dell’associazione ed alcuni di loro sono affiancati da un giovane per avviare una consegna graduale e trans generazionale.

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