Ultraleggero

Cresce la preoccupazione per l’ultraleggero scomparso

Mancherebbe all’appello ormai da oltre 30 ore il piccolo aereo da turismo biposto, con a bordo due cittadini del Belgio, partito dalla base di Samolaco in Val Chiavenna nella mattinata di lunedì 19 giugno, dopo aver fatto rifornimento, per dirigersi verso il lago di Garda.

Con loro c’era anche un altro aereo dello stesso tipo con altre due persone che hanno preso invece la direzione di Asti. I due equipaggi avevano trascorso la notte a Samolaco, lasciando sul registro dei voli dell’aviosuperficie i loro dati anagrafici personali e dei due rispettivi aeromobili. L’indomani i due aerei hanno preso due direzioni diametralmente opposte. Mentre un aereo è arrivato ad Asti, per l’altro che andava verso il Garda pare si siano perse le tracce poco dopo il passaggio sopra Edolo attorno alle 12.30 dopo l’ultimo contatto radio, esattamente nella zona del Pian della Regina di Cevo. La traiettoria più diretta per il Garda, da qui, passerebbe il lago d’Arno, quindi per la Val Daone, l’alta Valle Sabbia, la valle di Ledro e quindi il Garda trentino. Questo itinerario, del tutto ipotetico, non risulta però sia stato compiuto dal piccolo aereo di cui si sarebbero perse le tracce. Né vi sono segnali nei boschi e sulle montagne che facciano pensare a rottami o residui di incendio. Questo martedì mattina la protezione Civile ha diramato messaggi ai vari gruppi sparsi sul territorio perché si attivino per eventuali segnalazioni in merito, mentre un elicottero della Guardia di Finanza prima e quindi un elicottero dell’Aeronautica militare del servizio SAR hanno effettuato sorvoli sulla zona delle montagne di Cevo, pare senza aver individuato nulla. A questo punto si aprono diverse ipotesi, anche se quella più probabile è che sia finito in qualche vallata laterale fuori portata dai flussi aerei e turistici normali. A bordo l’aereo dovrebbe avere uno strumento che si chiama Helty Crash Bicon e trasmette sulla frequenza 12.500 AM che si attiva automaticamente in caso di impatto con il terreno o le rocce inviando un segnale. L’Aeronautica Militare e la Protezione Civile in collaborazione con i Carabinieri hanno diramato l’allerta pù generale con l’invito a chi avesse informazioni a fornirle ai carabinieri della propria zona. L’allerta ha coinvolto tutti i gruppi di Protezione civile della Vallecamonica, attivati dal Gicom che sua volta ha ricevuto l’input dalla Prefettura e dai Carabinieri del comando di Breno.

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