Conte e il 4 maggio: “Non sarà un liberi tutti”

Nella videoconferenza di mercoledì mattina, Giuseppe Conte ha presentato al governo una relazione contenente indicazioni legate alla “fase 2”, con particolare attenzione alla riapertura delle attività produttive. Insieme alle indicazioni fornite dal Comitato tecnico-scientifico, queste rappresentano la base che il governo utilizzerà per definire il piano della prossima fase, che verrà annunciato entro la fine della settimana.

Permettere gli spostamenti anche fuori dal proprio Comune e all’interno delle regioni dal 4 maggio, mantenendo i limiti alla mobilità tra regioni diverse. Sarà ancora necessaria l’autocertificazione. Autorizzare dalla metà di maggio l’apertura dei negozi al dettaglio e successivamente di bar e ristoranti con distanze di sicurezza obbligatorie da garantire e mantenere. Per la ristorazione si parla di riapertura intorno al 18 maggio con capienza ridotta del 50%. Questa è l’idea sul tavolo del governo. Sarà una ripartenza all’insegna della massima cautela, della consapevolezza e del controllo. Per rendere questo possibile, sarà necessario rafforzare il protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro e completare queste prescrizioni anche con riferimento alle attività del trasporto e della logistica. Insomma, non sarà un “liberi tutti”. Al contrario, stiamo per entrare nella fase più delicata. Il rischio di gettare al vento i timidi ma concreti progressi compiuti fin qui rimane altissimo, qualora non venissero osservate le limitazioni che rimarranno in vigore dopo il 4 maggio.

“Devono essere interdette le attività di aggregazione”. Divieto prolungato quindi per circoli ricreativi, teatri, cinema, discoteche e tutte le attività culturali e di svago. Si lavora, invece, per far ripartire dal 4 maggio il comparto del commercio. Ma restano molte difficoltà riguardo alla riapertura di alcune tipologie di negozi, dall’abbigliamento alle scarpe. L’ostacolo maggiore è quello della sanificazione degli abiti, che impone nuovi macchinari. Rimangono chiusi i centri commerciali e i mercati rionali.

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