Consorzio Igt Vallecamonica aderisce ad Ascovilo: “Viticoltura di montagna patrimonio da tutelare”

Il Consorzio Valcamonica IGT aderisce ad Ascovilo e guarda al mercato europeo facendo sinergia con i vini di Lombardia

Il presidente di Ascovilo, Giovanna Prandini, ha incontrato i vertici del consorzio camuno per pianificare la collaborazione e mettersi a disposizione dei produttori. “Partiamo dalla valorizzazione delle nostre valli dove la viticoltura è eroica – ha rimarcato Prandini – Dobbiamo ripartire facendo rete e sinergia: il territorio promuove il vino, il vino promuove il territorio.

Produrre un vino buono, così come avviene in Valcamonica, è condizione necessaria per essere sul mercato ma non è condizione sufficiente per dare la giusta redditività alle nostre imprese. Abbiamo l’ambizione di poter rappresentare un pezzo importante della storia del vino e della tradizione italiana. In questo senso i nostri alleati alleati naturali devono essere i ristoratori, con le loro carte vini che dovranno sempre più essere lombarde in Lombardia, ed enoteche a raccontare tutta la filiera di eccellenza”.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del consorzio camuno Tino Tedeschi. “Dal giorno della nostra costituzione – ha rimarcato Tedeschi – puntiamo alla tutela, la valorizzazione e la cura del territorio. Costituito nel dicembre 2004 dopo aver ottenuto l’Indicazione Geografica Tipica dei vini di Vallecamonica, grazie alla volontà dei viticoltori della Valle, all’importantissimo sostegno della Comunità Montana di Vallecamonica e della Provincia di Brescia e al fondamentale coordinamento del Centro Vitivinicolo Provinciale, si è assistito in pochi anni ad un effettivo recupero della viticoltura in questa zona. L’estirpo dei vigneti si è completamente arrestato e, anzi, sono sempre più i casi di viticoltori camuni che acquistano diritti di reimpianto. Il risultato è, oltre agli indubbi benefici nella prevenzione di dissesti idrogeologici, un lento cambiamento del paesaggio della media e bassa Valcamonica col recupero dei valori autentici del vino: lavoro, territorio, originalità, biodiversità e tradizione, di cui i vigneti di montagna sono una delle più alte e nobili espressioni, diventando straordinari monumenti al lavoro dell’uomo. Il nostro ingresso in ascovilo aprirà nuove e importanti prospettive per gli associati, proiettandoci in una realtà che guarda all’Europa come mercato principale”.

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