Gloria

Confermata la condanna a 16 anni a Tullio Lanfranchi

Tullio Lanfranchi di Erbanno di Darfo nella giornata di venerdì 21 aprile si è presentato davanti alla Corte d’assise di Brescia per il processo d’appello in qualità di imputato e già condannato in Assise a 16 anni per l’uccisione a coltellate della moglie Gloria Trematerra, avvenuta verso le 20.00 di venerdì 17 aprile 2015 a Niardo.

Tullio Lanfranchi era accusato inizialmente anche del tentato omicidio della figlia, che era intervenuta per difendere la madre dai fendenti con cui Tullio la stava colpendo. In primo grado era stato condannato a 16 anni, al termine di processo celebrato con rito abbreviato. Nell’udienza di ieri la pubblica accusa aveva chiesto la riqualificazione del reato di tentato omicidio in quello di lesioni e la riduzione della pena 15 anni di carcere. Richiesta che sposava in pieno la ricostruzione della difesa di Lanfranchi, rappresentata dall’avvocato Tatiana Bodei e dell’avvocato di parte civile Gianbattista Scalvi. I rapporti tra Tullio Lanfranchi e Gloria Trematerra da tempo erano diventati molto difficili, al punto che Gloria e la figlia Alice erano andate a vivere in un appartamentino di Breno, su consiglio di assistenti sociali e degli stessi carabinieri, ai quali evidentemente il pericolo che la donna correva era noto, al punto che le avevano fortemente raccomandato di non accettare mai da sola un appuntamento con il marito. Quella terribile sera Gloria aveva accompagnato Alice in auto sotto casa, perché la ragazza doveva ritirare degli effetti personali: ma il padre la trattenne in ostaggio fino a che Gloria non fosse salita da lui. In pochi minuti la tragedia: Gloria, accoltellata a morte in un lago di sangue, Tullio che si reca al bar vicino dicendo di aver ucciso la moglie, l’arrivo dei Carabinieri, il suo arresto, i soccorsi ad Alice ferita. Nel processo di primo grado Tullio Lanfranchi, su richiesta dell’avvocato Bodei, è stato sottoposto a perizia psichiatrica che ha confermato il vizio parziale di mente dell’imputato già emerso dalla consulenza della difesa.

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