Stefania Crotti

Chiuse le indagini sull’omicidio di Stefania Crotti

 

Il sostituto procuratore di Brescia Teodoro Catananti ha chiuso le indagini sul delitto di Stefania Crotti, la 42enne di Gorlago ritrovata carbonizzata in un campo della Franciacorta ad Erbusco lo scorso 17 gennaio. Ad uccidere la donna è stata Chiara Alessandri, 43 anni che era stata per un periodo l’amante di Stefano Del Bello, il marito della vittima.

Secondo gli inquirenti il movente del delitto sarebbe da ricercare proprio in quella breve storia che era stata chiusa nell’estate del 2018 per volontà dell’uomo che aveva deciso di ricominciare con la moglie. Chiara era però ancora innamorata e, secondo quanto ricostruito nelle indagini, la strada scelta per risolvere il caso era stata quella di eliminare la concorrente. Nella chiusura delle indagini indagini il PM di Brescia contesta il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e la soppressione di cadavere. L’omicidio sarebbe avvenuto in due fasi: la prima a Gorlago, nel garage di casa Alessandri; la seconda in Franciacorta dove il corpo della donna era stato dato alle fiamme quando però la vittima non era ancora morta. Lo ha stabilito l’autopsia che ha dimostrato che nei polmoni di Stefania Crotti c’era fumo, segno che respirava ancora quando erano state appiccate le fiamme. Stefania era stata convinta con un tranello ad incontrare quella che poi è diventata la sua assassina: Chiara Alessandri si era infatti affidata ad un amico, Angelo Pezzotta, che si era presentato fuori dall’azienda dove lavorava Stefania Crotti e con una rosa in mano l’aveva fatta salire sul suo furgone dicendole che la doveva portare da una persona: la 42enne era salita a bordo convinta che dietro a quella scenetta ci fosse il marito. E invece il piano era organizzato da Chiara Alessandri. Pezzotta agli inquirenti ha detto che non sapeva dei programmi dell’amica e questo è stato ritenuto credibile anche perché era stato lui per primo, vedendo in televisione la foto di Stefania, ad andare dai Carabinieri per dire di averle dato un passaggio. Chiara Alessandri fin dal primo interrogatorio aveva ammesso il litigio avuto nel garage al seguito del quale c’era stata una colluttazione; ha affermato di averla colpita, ma che non voleva ucciderla. La Alessandri era stata arrestata pochi giorni dopo il delitto e aveva anche confermato il trasporto a bordo della sua Mercedes classe B del corpo della vittima sino ad Erbusco, ma ha sempre escluso di aver premeditato l’omicidio e soprattutto di aver dato fuoco al cadavere per cancellare ogni traccia.

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