Chat su Telegram per aggirare i controlli

Nella mattinata di sabato 2 maggio i carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo hanno eseguito 12 perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti soggetti, tutti italiani residenti nella provincia (3 con precedenti di polizia), identificati tra i fruitori ed alimentatori della nota chat «Telegram» denominata «Posti di blocco incidenti di Bergamo».

L’atto è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Bergamo a firma dei Sostituti Paolo Mandurino e Silvia Marchina. I fatti seguono le indagini del Nucleo Investigativo che hanno identificato alcuni dei partecipanti al gruppo che dovranno rispondere della violazione del reato previsto e punito dall’art. 340 del Codice Penale (Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità). Durante l’operazione sono stati sequestrati numerosi telefoni cellulari e un personal computer con la finalità di ricostruire tutta la rete del gruppo che contava circa 1.200 aderenti per la maggior parte transitati in altro gruppo dopo che le attenzioni della stampa avevano acceso le luci su questo. I soggetti, compresi in un’età tra i 20 ed i 40 anni, dovranno rispondere del reato che è stato contestato dall’Autorità giudiziaria che ha rilevato la particolare gravità del comportamento rispetto alla presenza delle limitazioni dovute alla pandemia in atto. A questo punto le indagini proseguiranno al fine di risalire ad altri soggetti che hanno contribuito al «gruppo» e agli amministratori che lo hanno gestito. Intanto, la Prefettura ha diramato i dati dei controlli relativi a venerdì 1° maggio: 2.476 persone controllate, 70 sanzionate e 2 denunciate per altri reati, 693 esercizi commerciali controllati e nessun titolare sanzionato.

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