Cambiamenti climatici, a Capizzone il secondo seminario sulle strategie d’adattamento


Il Comune di Capizzone ospiterà il prossimo 21 aprile, presso la Palestra comunale in via Don Schiantarelli 2, a partire dalle ore 14.30, il secondo di una serie di seminari sulle linee guida per l’adattamento locale ai cambiamenti climatici organizzati dalla sezione italiana della rete di comuni “Alleanza nelle Alpi” con il contributo del Ministero dell’Ambiente e del Segretariato Generale della Convenzione delle Alpi. Gli effetti del cambiamento climatico si manifestano nelle Alpi con conseguenze spesso devastanti. Alluvioni, flussi di detriti e movimenti franosi, valanghe,scioglimento di ghiacciai e permafrost mettono a rischio insediamenti, infrastrutture e attività economiche. Ma anche minor disponibilità di acqua per l’agricoltura e l’industria, carenza di neve per le località sciistiche a seguito della diminuzione delle precipitazioni e dell’innalzamento della quota neve.

Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide del secolo e produrrà un drastico cambiamento per la natura, l’uomo e l’economia, in particolare nelle Alpi, si legge nel comunicato diramato. Dal punto di vista delle politiche, adattamento vuol dire prendere in considerazione gli scenari climatici ed i loro possibili impatti socio-economici in ogni tipo di decisione politica e di pianificazione. Per questo occorrono lungimiranza e politiche più collaborative che coinvolgano tutti gli attori politici, sociali ed economici. L’adattamento comporta lo sviluppo di bune politiche settoriali e l’impegno per massimizzare benefici comuni che da esse derivano. Le linee guida per l’adattamento locale ai cambiamenti climatici elaborate dal Ministero dell’Ambiente sotto la Presidenza italiana della Convenzione delle Alpi mirano a fornire un’informazione adeguata sugli impatti climatici e sulle modalità di adattamento ai diversi livelli amministrativi e di governante sub-nazionali”.

Nelle regioni in cui i principi di gestione integrata dei rischi sono già applicati sistematicamente, la capacità di adattamento è più elevata. Una strategia olistica di riduzione del rischio di pericoli naturali, che tenga conto di misure strutturali e non strutturali, organizzative e della loro migliore combinazione è l’approccio più appropriato per l’adattamento ai cambiamenti climatici.


 

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