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Boxe come medicina per il Parkinson

Boxe come medicina per il Parkinson

L’Associazione Genesis e il Comitato Coppa Angelo Quarenghi hanno promosso una tre giorni di boxe a San Pellegrino Terme dal 10 al 12 febbraio. La Commissione medico-scientifica Studi e Ricerche della Federazione pugilistica italiana (parte dal Coni) ha presentato una ricerca sulla neuro-protezione per i pugili, l’alimentazione e la boxe nel mondo della disabilità. La boxe può essere utilizzata come medicina per migliorare la vita delle persone che soffrono di malattie neurodegenerative come il Parkinson. Durante il convegno, Graziano e Alma hanno testimoniato che l’allenamento li ha aiutati ad avere movimenti fluidi, migliorare il sonno e socializzare. La paraboxe può aiutare molte persone a migliorare la loro vita. La Commissione medico-scientifica sta lavorando per permettere a persone con disabilità di praticare la boxe in maniera ufficiale. Il Professor Sturla ha dichiarato che l’uso del caschetto presenta meno benefici di quanto si possa pensare. Inoltre, è stato evidenziato che si può capire se il cervello ha subito un trauma attraverso semplici esami del sangue. Infine, si sta lavorando alla prima classificazione al mondo della boxe per disabili. La classificazione si basa sul residuo funzionale e ci si è ispirati alle classificazioni di altri sport per disabili come scherma e nuoto.

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