Visinoni 3

Arrestato imprenditore di Rogno

I Carabinieri del Ros hanno arrestato sei persone tra imprenditori e addetti alla certificazione tra Brescia, Bergamo e Verona mettendo sotto sequestro quattro società attive nel settore della raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi.

Altre sei persone sono indagate. Per Tommaso Buonanno, procuratore capo di Brescia, gli accusati hanno firmato un «patto scellerato: queste persone sono più pericolose dei narcotrafficanti». In carcere è finito il bresciano Roberto Montini. Ai domiciliari il figlio Nicholas, Rudi Tonni e Floriano Angelo Borra. In manette e ai domiciliari anche il veronese Angelo Carugati e il bergamasco Maurizio Visinoni, di Rogno. E’ stata disposta l’interdizione dalle funzioni amministrative per Marino Visinoni, fratello di Maurizio, e per Alberto Carlo Guizzetti. Sotto sequestro quattro aziende: il gruppo Visinoni, con sede a Rogno, Val-Ferro di Prevalle, Montini di Sabbio Chiese e un’altra società. L’accusa è di «associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti pericolosi e inquinamento». Montini e Visinoni si occupavano di comprare, trasportare e vendere i rifiuti; Tonni, Borra e Carugati, addetti nelle acciaierie, davano l’ok all’ingresso dei materiali. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, il gruppo trattava e raccoglieva rifiuti e scarti del lavaggio delle navi: materiali pericolosi e pieni di sostanze come nichel, ossido di nichel e Pcb. Poi li facevano figurare come «materiali ferrosi» e li rivendevano alle acciaierie del nord Italia, che hanno così inconsapevolmente conferito nella produzione scarti pieni di sostanze altamente pericolose. L’indagine ha documentato il meccanismo di illecito smaltimento di rifiuti inquinanti attraverso la loro indifferenziata miscelazione e il successivo occultamento tra le scorie destinate al conferimento nelle acciaierie per lo sversamento nei luoghi di fusione, con la complicità degli addetti certificatori.

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