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Arrestata famiglia rumena per sfruttamento della prostituzione

La Compagnia Carabinieri di Verolanuova al termine di articolata attività di indagine ha eseguito un’ Ordinanza di Custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Brescia su richiesta della locale Procura, nei confronti di una famiglia di origine rumena, padre, compagna convivente e figlio maggiorenne dell’uomo, accusati di gestire la prostituzione lungo la SP668 nel tratto da Orzinuovi a Manerbio.

Il rumeno pluripregiudicato e la convivente già nel 2017 erano stati denunciati a piede libero per abbandono di minori; in quella circostanza avevano soccorso i figli della coppia, uno di poco meno di 1 anno e la sorellina di due anni e mezzo, abbandonati in un auto parcheggiata davanti ad una sala slot mentre l’uomo era intento a giocare all’interno e la madre si trovava in altra località della zona. Le bambine soccorse perché denutrite, risultarono poi positive a sostanza stupefacente del tipo cocaina, motivo per il quale nell’ottobre del 2018 il Tribunale per i Minorenni aveva optato per la loro adozione con decadenza della potestà genitoriale. Le indagini sono state avviate nell’estate del 2018, quando ormai la potestà genitoriale era irrimediabilmente compromessa, quando padre e figlio avevano ripreso a tutti gli effetti la gestione della prostituzione lungo la SP668. Inizialmente presidiando il territorio mediante minacce ed aggressioni a 2 prostitute che, nel periodo della loro assenza, avevano iniziato ad esercitare il meretricio nel territorio di Offlaga e San Paolo; le donne furono costrette con la forza a lasciare il posto alle meretrici gestite dai due. Una volta eliminata la concorrenza i due uomini hanno fatto confluire in zona 6 prostotute, tra cui anche la convivente del capo famiglia, costringendole a rimanere sulla strada. In un caso inoltre la madre dei 2 bimbi al termine della giornata sulla strada, aveva portato un cliente in abitazione per un rapporto sessuale ma quest’ultimo in casa trovava ad attenderlo il convivente-protettore che, dietro minacce e armato di un bastone, gli aveva rubato tutto denaro che aveva con sé. Questo martedì 26 marzo si è tenuto l’interrogatorio del GIP in carcere con conferma delle misure di custodia cautelare con l’accusa di estorsione, rapina e sfruttamento della prostituzione per il capo famiglia, sfruttamento della prostituzione per il figlio maggiorenne e rapina per la convivente.

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