Aree interne, selezioni al via Orobie unite per il rilancio

2 posti e 4 possibili candidature, fino al 2023 risorse a disposizione per 20 milioni. L’istruttoria del Pirellone si chiude il 17 giugno.

Manca poco meno di un mese al 17 giugno, data entro il quale la Regione Lombardia chiuderà l’istruttoria di selezione delle nuove «Aree interne». Due i posti disponibili messi a bando (con scadenza fissata al 20 maggio) e 4 possibili candidature, che vanno dalle Orobie bergamasche alla Valle Camonica, passando per l’Alto Lario fino all’Oltrepo Pavese.

L’obiettivo fissato è quello di rivitalizzare tali aree  aumentandone l’attrattività, garantendo servizi minimi essenziali necessari per fermare lo spopolamento, puntando ad un economia place based (costruita sulle peculiarità del luogo) e per la quale verrà definita una strategia d’Area.

Orobie unite – La sfida al bando vedrà le tre valli Brembana, Seriana e di Scalve correre unite. Il progetto «Design for Green» redatto dalla Eur&Ca vede interessati ben 45 comuni, appartenenti alle 3 Comunità Montane (Comune capofila Serina), con un indice demografico di 39.772 abitanti e un indicatore di disagio medio per l’area pari a 31,33.

L’85% del territorio è classificato come periferico, con i comuni di Vilminore di Scalve e di Schilpario classificati come ultraperiferici. Tutti i comuni dell’area sono al di sotto dei 5mila abitanti: massimo 4080 di Rovetta, minimo 85 di Piazzolo.

«Il lavoro comune portato avanti tra le Valli – ha dichiarato Alberto Mazzoleni, presidente della Comunità Montana Valle Brembana -, rappresenta un’occasione unica per lo sviluppo delle Orobie, oltre che una grande prova di maturità delle Comunità Montane che collaborano in maniera trasversale per la prima volta e sulle orme del Ptra regionale».

I dati allo studio – Lo studio elaborato per la presentazione della domanda parte dai dati relativi all’andamento demografico (fonte: annuario statistico regionale), che mettono in evidenza la decrescita in 36 dei 45 comuni dell’area. La variazione è del – 2%, pari a – 611 unità nel periodo 2004/2015, con una registrazione solo nello scorso anno di – 309 unità e la previsione al 2021 di un ulteriore forte calo (- 4,15%). L’indice di vecchiaia si attesta invece a 250, contro il 152,6 della media regionale, con la popolazione al di sotto dei 18 anni che rappresenta solo il 17% del totale e conta circa 2mila studenti.

Sotto lente d’ingrandimento ci sono anche il sistema economico; gli elementi territoriali e le risorse caratterizzanti dell’area; l’analisi di governance e nello specifico lo sviluppo di gestioni associate di funzioni e servizi da parte delle Comunità montane; l’analisi Swot per valutare punti di forza e debolezza, opportunità e criticità.

Programma di sviluppo – Le risorse previste della strategia per ciascuna area sono limitate, ed è stato necessario quindi individuare progetti d’area in grado di generare ricadute qualificabili e capaci di far convergere le risorse.

A disposizione, per sostenere il programma di sviluppo ci sono 3,7 milioni di fondi provenienti dal Patto di Stabilità e 3,7 milioni dal Fondo sociale europeo (Por Fse). Poi 9,5 milioni dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Fesr) e 2,83 milioni dal Piano di Sviluppo Rurale regionale (Feasr). In totale le risorse attivabili dall’avvio del programma fino al 2023 saranno pari a quasi 20 milioni di euro, in parte con riserve su bando in parte con procedura negoziata.

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