Ardesio celebra l’Apparizione

Ad Ardesio, come ogni anno si tiene la commemorazione religiosa dell’apparizione della Madonna delle Grazie, avvenuta il 23 giugno del 1607.

Le celebrazioni prenderanno il via domani sera alle 20 nella Chiesa parrocchiale di San Giorgio, con la messa solenne presieduta dal vescovo di Lugano Valerio Lazzeri, seguita dalla processione verso il Santuario e dai fuochi d’artificio.

Giovedì 23, giorno dell’Apparizione, nel Santuario saranno celebrate messe alle 6, alle 7, alle 8 e alle 9; la messa solenne delle 10,30 sarà officiata dal vescovo di Bergamo Francesco Beschi. Alle 14,30 verrà recitato il Rosario meditato, mentre alle 15 si terrà la tradizionale «Cerimonia della Comparizione» con i Vespri.

Riguardo alla storia dell’Apparizione, come ricordano i documenti, nel pomeriggio del 23 giugno Ardesio fu minacciata da un furioso temporale che rischiava di mettere a rischio i raccolti della Famiglia Salera. Spaventata e preoccupata per il raccolto, la mamma Maddalena Salera mandò le sue due bambine Maria (11 anni) e Caterina (7 anni) ad implorare la Madonna, nella “Stanza dei Santi”, una stanza della casa dei Salera che era stata affrescata nel 1449 da un pio Sacerdote con una serie di immagini sacre; fra queste il Crocifisso con la Madonna Addolorata, San Giovanni Battista, San Giorgio e Sant’Agostino, Santa Maria Maddalena, San Pietro, San Paolo e San Giovanni Evangelista.

Durante la preghiera, nell’oscurità minacciosa del temporale, le due bimbe videro uno splendore ai piedi del Crocifisso, ed accanto, su un trono d’oro, la Vergine Maria con in braccio il Figlio, in gesto di materno aiuto. Come di incanto il vento e il temorale si calmarono e riapparve il sereno in un magnifico tramonto; allora le bambine meravigliate urlarono «La Madonna! La Madonna!»: accorsi i familiari e i vicini, si gridò al miracolo.
Durante l’Apparizione la Vergine non parlò e il fatto rimase isolato, dal momento che non si ripeterono successive apparizioni, ma fenomeni inspiegabili si susseguirono per i mesi di giugno, luglio e agosto.

Informato sui fatti, il Vescovo di Bergamo per esaminare il caso costituì un tribunale canonico, che accertò le varie deposizioni dei testimoni, ora conservate nell’Archivio del Santuario. Riconosciuta la realtà dei fatti, il Vescovo legittimò il culto e autorizzò l’erezione di una Cappella.

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