Andrea nella Valle dei Segni: quando il territorio si racconta in LIS

Andrea Forloni ha undici anni ed è sordo, comunica in LIS e accompagna i suoi gesti con grandi sorrisi e occhi vivaci e curiosi. Andrea ha un sogno nel cassetto: quello diventare interprete LIS per il Festival di Sanremo. Aspettando di poterlo realizzare, ha assunto il ruolo di testimonial e guida alla visita delle bellezze locali.

La campagna di comunicazione visiva ideata da Davide Bassanesi durante il lockdown, è stata promossa all’interno del progetto della Comunità Montana “La cultura oltre la crisi” e si articola in una serie di 8 puntate di circa 2 minuti ciascuna. In ognuna di esse, con il suo zainetto arancione in spalla, Andrea ci accompagna su e giù per la Valle Camonica, alla scoperta delle sue ricchezze paesaggistiche e artistiche.

D’altronde, viviamo nella Valle dei Segni: dalle incisioni rupestri ai murales di Wall in Art, la connotazione semiotica contraddistingue il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico. In quest’ambiente carico di simboli, si inserisce la LIS, di recente riconosciuta come lingua ufficiale. Nel progetto di comunicazione visiva ideato da Bassanesi, la LIS assume il ruolo di principale mezzo di comunicazione e linguaggio universale, diversamente da quanto accade nel contesto mediatico in cui è utilizzata come “traduzione” della lingua italiana. L’obiettivo è quello di porre al centro di questo racconto territoriale la diversità come punto di forza, per creare nuove forme di comunicazione.

«Grazie alla solarità di Andrea e all’immediatezza del suo linguaggio, la campagna afferma il segno quale strumento privilegiato di comunicazione universale, una sorta di esperanto non verbale» commenta Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dell’ENS – Ente Nazionale Sordi. Un membro dell’organizzazione ha partecipato alla conferenza stampa avvenuta giovedì 3 giugno presso il Palazzo della Cultura di Breno e ha sottolineato l’importanza di chiamare le cose con il loro nome. «Chiamateci sordi, non sordomuti. Chiamatela LIS, non italiano segnato».

Il team creativo che sta dietro alla campagna di comunicazione visiva è formato da Davide Bassanesi, regista e documentarista, Silvano Richini, regista, editor e digital compositor e l’artista visivo Nicola Ballarini. Competenze diverse messe a disposizione per uno scopo comune: abbattere le barriere che ancora oggi impediscono il realizzarsi di una vera e propria inclusione.

«Il nostro territorio conserva le prime forme di comunicazione, patrimonio UNESCO, sta a noi cambiare gli atti comunicativi, partendo dalle scuole e dai giovanissimi. Ci auguriamo che quest’iniziativa possa andare oltre i confini della Valle» ha commentato Attilio Cristini, presidente del Distretto Culturale di Valle Camonica.

Andrea continua a sorridere mentre ringrazia per l’opportunità che gli è stata data. Comunica con vivacità e ci fa capire che il limite di non conoscere la sua lingua è nostro: vorremmo parlargli e ascoltarlo senza aver bisogno dell’interprete ma, ad oggi, non possiamo. Allora continuiamo a guardarlo sorridere.

                                       Maria Ducoli

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