A processo per omicidio premeditato Giacomo Bozzoli

Cinque anni dopo la scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli, svanito nel nulla la sera dell’otto ottobre 2015, la Procura generale di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio solo per Giacomo Bozzoli, il più giovane dei due nipoti della vittima accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e distruzione di cadavere. E’ stata chiesta, invece, l’archiviazione per Alex, fratello di Giacomo, e per gli operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye, detto Abu, che erano accusati di favoreggiamento.

Il procuratore generale Marco Martani, che ha eredito l’inchiesta da Pier Luigi Maria Dell’Osso che a sua volta l’aveva avocata togliendola dalle mani del sostituto procuratore Mauro Lero Tenaglia, ha chiesto l’archiviazione, perché sostiene, infatti, che non sono emersi elementi di prova a sufficienza a loro carico. Gli operai erano accusati di aver «eluso le investigazioni della polizia giudiziaria e del pm rendendo reiteratamente dichiarazioni reticenti in ordine a quanto visto o, comunque, percepito all’interno dello stabilimento», come scritto letteralmente nel dispositivo del procuratore Martani. Giacomo Bozzoli era il nipote che, secondo le testimonianze agli atti, aveva i rapporti più tesi con lo zio Mario, fratello del papà Adelio: secondo gli inquirenti, sarebbe l’esecutore materiale del delitto. Il corpo di Mario sarebbe finito in un forno della fonderia di Marcheno, che funzionava alla temperatura di oltre 800 gradi: ma da quel forno, a lungo sotto la lente degli investigatori, non sono emerse tracce di resti umani. Le analisi effettuate dai Ris sull’auto di Giacomo Bozzoli, hanno poi dato esito negativo. C’è poi la testimonianza di Jessica, ex fidanzata di Giacomo Bozzoli che,sentita in incidente probatorio, aveva raccontato di un
presunto piano che l’allora compagno aveva già da anni per uccidere lo zio. Fin dall’inizio delle indagini, Giacomo ha rigettato ogni addebito: il giorno dopo la scomparsa interrogato dai carabinieri disse:., come si legge a verbale: «Non ho idea di dove possa essersi recato mio zio perché la sua macchina è rimasta parcheggiata. Le uniche mie ipotesi sono che l’abbiano sequestrato o che sia fuggito con un’amante». Ora tocca al giudice per le indagini preliminari decidere quale strada prenderà la vicenda. Le parti offese, cioè la moglie e i figli di Mario Bozzoli, potrebbero presentare opposizione alle tre richieste di archiviazione per Alex Bozzoli e i due operai della fonderia avanzate dalla Procura generale.

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Ultimi Articoli