Incendio Campolaro

A processo il 24 ottobre il presunto piromane di Campolaro

Il giudice delle indagini preliminari Carlo Bianchetti, del Tribunale di Brescia, ha ritenuto vi siano indizi sufficienti per disporre il giudizio immediato, come chiesto dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, per il 24enne di Bienno accusato di aver dato alle fiamme 220 ettari di bosco in località Nodano di Campolaro, nel demanio montano di Prestine, Breno e Bienno, lo scorso 2 gennaio.

Il giovane dovrà comparire davanti al giudice monocratico il prossimo giovedì 26 ottobre per difendersi dall’accusa di incendio boschivo aggravato dalla particolare natura dei luoghi colpiti. Infatti, il periodo nel quale si scatenò un vero inferno sulle montagne della Valgrigna era particolarmente siccitoso e l’allerta incendi era salita al grado massimo per carenza di pioggia da oltre 60 giorni e mancanza assoluta di neve al suolo. Al processo potranno prendere parte i comuni di Bienno-Prestine e Breno, la Comunità montana di ValleCamonica, in qualità di parti civili. Secondo il giudice per le indagini preliminari la prova evidente che a scatenare l’incendio del 2gennaio sia stato il giovane difeso dagli avvocati Elisa Zanella e Ennio Buffoli, risiede nel verbale dei Carabinieri di Breno con i Carabinieri forestali, nell’interrogatorio del giovane, nelle sommarie informazioni ricavate dal padre e dai fratelli, nelle immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza posto sulla strada del Crocedomini che conduce al punto in cui fu innescato l’incendio e nelle intercettazioni telefoniche disposte nelle settimane successive. Elementi, questi, che hanno consentito tecnicamente di saltare l’udienza preliminare e giudicare un indagato con il processo immediato. Queste evidenze, però, non sono state riconosciute dai giudici del Tribunale del Riesame, che hanno ritenuto che nel fascicolo dell’accusa mancassero i gravi indizi di colpevolezza, e con questi il presupposto per tenere il 24enne in carcere. Il giovane, infatti, venne scarcerato pochi giorni prima di Pasqua ed ora si trova a piede libero in attesa del processo che verrà celebrato il 26 ottobre prossimo in corte d’Assise a Brescia.

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