Tribunale Bergamo

A processo Carabiniere per peculato

Il pm Maria Cristina Rota ha chiesto che un carabiniere venga processato per peculato: sostiene che sarebbe stato lui a far sparire una collana, un bracciale e dei ciondoli. Ma il 42enne, appuntato scelto lo nega. L’udienza preliminare che si doveva svolgere mercoledì 27 giugno,per lo sciopero degli avvocati, è stato rinviato al 16 gennaio.

Il 17 aprile 2013 sparirono i monili dalla casa del «Ragno» della Valcavallina, a Solto Collina: i carabinieri arrivarono allalba per arrestare Giovambattista Zambetti, per usura ed estorsione. Lui fuggì da una finestra e 60 ore dopo, braccato, si consegnò. Ora sta scontando 11 anni e 11 mesi di carcere. Ma quel giorno in casa era rimasta la sua compagna: i Carabinieri, come prevedono le procedure, avevano perquisito l’abitazione. Ma quattro giorni dopo la donna denunciò la sparizione di alcuni gioielli, affermando che se ne era accorta il giorno dopo il blitz: si trattava di una collana che si era tolta prima di andare a dormire e aveva messo nel cofanetto sopra il comò. Una «Pomellato» in oro con tre ciondoli a forma di pesce, mela e pera; inoltre un bracciale in oro e un ciondolo a forma di orsetto. Il tutto per un valore dichiarato di 10.000 euro. Ma il 31 luglio 2017 la moglie (separata) del carabiniere sporse denuncia per altri fatti, raccontò che anni prima era andata con il marito da un Compro Oro a Bergamo, dicendo che lui aveva dei monili da vendere, chiedendole di usare il suo documento. Alla domanda sulla provenienza dei monili da parte della ex-moglie, lui avrebbe risposto di averli presi nella casa di «un uomo che scappava». Se la donna conoscesse la vicenda dai giornali sarà argomento di discussione tra le parti, probabilmente. Quanto ai fatti, dagli accertamenti sul registro del negozio la vendita risulta a nome del carabiniere: collana per 640 euro, ciondoli per 338 e un altro per 75. Secondo la versione del militare erano monili di famiglia. Il giorno della vendita colpisce: 18 aprile 2013, uno dopo il blitz. Ma lui — è la difesa — quella mattina non era a Solto Collina. Era Monasterolo, per un’altra perquisizione, la sera: è scritto nel verbale. L’appuntato, all’epoca al Norm di Clusone, era stato prima trasferito a Desio e da un mese è stato sospeso.

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