A Milano la poesia si fa immagine con Mario Giacomelli

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(Adnkronos) – Milano celebra uno dei maestri assoluti della fotografia italiana del Novecento con una mostra che unisce immagini e versi, luce e parola. Si intitola "Mario Giacomelli. Il fotografo e il poeta" l'esposizione ospitata a Palazzo Reale dal 22 maggio al 7 settembre 2025, nel centenario della nascita dell’artista marchigiano, e che mette al centro il profondo legame tra il suo sguardo fotografico e la poesia. La mostra, curata da Bartolomeo Pietromarchi e Katiuscia Biondi Giacomelli, è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale con l’Archivio Mario Giacomelli, in collaborazione con RJMA Progetti Culturali e Silvana Editoriale. Il progetto fa parte dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il programma nazionale di eventi che accompagna i Giochi Olimpici Invernali con iniziative dedicate a cultura, arte e patrimonio. Non è un caso che la fotografia di Giacomelli sia qui riletta come espressione lirica. Le sue celebri serie – dal commovente omaggio a Padre Turoldo in Io non ho mani che mi accarezzino il volto, ai paesaggi leopardiani di L’Infinito – restituiscono l’anima di un artista che ha sempre cercato la verità oltre l’apparenza. Le sue immagini, spesso potenti e grafiche, sembrano parlare il linguaggio della poesia: sospese, evocative, mai didascaliche. Il percorso espositivo, articolato in sezioni tematiche, accosta le fotografie di Giacomelli ai versi che le hanno ispirate: da Giacomo Leopardi a Eugenio Montale, da Sergio Corazzini a Edgar Lee Masters, fino alla collaborazione con Francesco Permunian, testimoniata in opere intense come Ho la testa piena, mamma. Tra i punti salienti della mostra, una sala immersiva accoglie il visitatore nella voce e nello sguardo dell’artista, mentre la ricostruzione della sua camera oscura offre l’occasione di entrare nel cuore del processo creativo di Giacomelli. Completano il percorso documenti, manoscritti e poesie autografe, che rivelano un autore profondamente segnato dalla dimensione poetica anche nella sua scrittura privata. A chiudere idealmente la mostra è la serie Il canto dei nuovi emigranti, ispirata al poeta calabrese Franco Costabile: un’opera che racconta l’amore e la nostalgia per una terra dimenticata, attraverso immagini dense di memoria e umanità. L’esposizione milanese si affianca alla mostra gemella “Mario Giacomelli. Il fotografo e l’artista”, in programma al Palazzo delle Esposizioni di Roma, per offrire un ritratto completo dell’autore: non solo fotografo, ma artista totale, capace di dialogare con la pittura, la scultura, la grafica e, appunto, la poesia. Entrambe le mostre sono accompagnate da un volume monografico pubblicato da Silvana Editoriale, che raccoglie il lavoro critico e curatoriale sul fotografo, oggi più attuale che mai. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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