moroni gandino

A Gandino Rodeschini e Plebani raccontano il Moroni

Serata di alto livello venerdì 26 luglio alle 20.45 a Gandino, dove si tiene uno dei principali appuntamenti legati all’esposizione della “Deposizione di Cristo nel sepolcro” dipinta nel 1566 da Giovan Battista Moroni ed esposta a Gandino sino al prossimo 13 ottobre, nel Salone della Valle. La mostra è il frutto di un intrigante progetto promosso da Accademia Carrara (ove l’opera è di norma esposta), Promoserio, Comune di Gandino, Pro Loco Gandino e realtà culturali della Val Gandino e della Val Seriana.
Proprio davanti al quadro venerdì si terrà una conferenza dedicata alla storia ed all’iconografia del dipinto, originariamente realizzato per la chiesa di S.Maria ad Ruviales di Gandino, demolita negli anni ’60 e già spogliata dei propri capolavori nel 1798 per le soppressioni napoleoniche. Relatori d’eccezione della serata saranno Maria Cristina Rodeschini e Paolo Plebani, rispettivamente direttrice e conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo.
Inutile ricordare che Giovan Battista Moroni è un vero e proprio “top player” della Storia dell’Arte, autore nel Cinquecento di celeberrimi ritratti e capolavori. Nell’anno in cui New York lo riscopre dedicandogli, presso la prestigiosa Frick Collection, la mostra “Moroni: The Riches of Renaissance Portraiture” e dopo l’entusiasmante successo della retrospettiva del 2018 tenutasi presso la Royal Academy of Arts di Londra, la Val Seriana (che ad Albino gli diede i natali), dedica a Moroni un “ritorno a casa” assolutamente inedito.
Parallelamente alla mostra di Gandino, è nato quest’anno ufficialmente il museo diffuso “Moroni in Val Seriana”, un itinerario da Ranica a Fino del Monte, che fa tappa a Villa di Serio, Nembro, Albino, Fiorano al Serio, Oneta e Parre. Sono i luoghi ai quali l’artista ha lasciato in eredità straordinarie opere di soggetto sacro, ancora fruibili nelle chiese per cui sono state concepite cinquecento anni fa. Filo conduttore del percorso è il paesaggio della Val Seriana, protagonista in tutte le opere e scelto da Moroni come punto di incontro tra vita quotidiana e fede. Il museo diffuso, valorizzato con apposita segnaletica e da scoprire in autonomia o con itinerari guidati, ripercorre gli anni in cui l’artista strinse il rapporto più autentico con la sua terra e riscopre l’eccezionalità di una produzione sacra fino a oggi messa in ombra dalla fama dei ritratti.
Le aperture della mostra a Gandino, nel Salone della Valle, sono previste (ingresso gratuito) ogni venerdí, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Su prenotazione (035.704063) sono possibili visite per gruppi e privati in orari diversi. La tela del Moroni è finita lo scorso giugno su tre francobolli delle poste del Liechtenstein, costituendo un foglietto destinato ad andare a ruba fra i collezionisti. Da segnalare infine il “Menu del Moroni” proposto dal Caffè Centrale, con intriganti legami all’epoca in cui visse ed operò il grande artista albinese. Non mancano richiami alle origini del cognome Moroni (ecco le more ed i “moroni” di gelso), gli antichi formaggi di pecora, i salumi nostrani e, naturalmente, il celeberrimo Mais Spinato di Gandino.

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