Il turismo delle Radici rappresenta un’opportunità strategica per i piccoli borghi per rafforzare il legame con le comunità di origine sparse nel mondo. Si tratta di un segmento in forte crescita, che coinvolge i discendenti di emigrati italiani desiderosi di riscoprire le proprie radici, visitare i luoghi di famiglia e immergersi nella cultura locale. Su questo tema, fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio, Confcommercio Bergamo, dopo il convegno di ottobre ospitato nella sede di Via Borgo Palazzo con esperti nazionali e internazionali, ha organizzato ad Agritravel Expo un secondo appuntamento: il convegno dal titolo “Turismo delle Radici. Legame con la terra di origine e valore dell’identità tra passato e futuro”, che si è svolto oggi pomeriggio, 4 aprile, in Fiera a Bergamo (Via Lunga), nella Bell’Italia Arena.  Al convegno ha partecipato una rappresentanza Confcommercio, per ribadire l’impegno a sullo sviluppo del turismo delle radici, anche attraverso la presenza dell’Unione Nazionale Associazioni immigrati ed emigati italiani- Unaie, rappresentato in fiera dal presidente Oscar De Bona.  L’incontro, con la partecipazione di esperti del settore, ha approfondito i risultati di un’indagine condotta tra i bergamaschi all’estero, realizzata in collaborazione con l’Ente Bergamaschi nel Mondo. Sono 72mila i bergamaschi residenti nel mondo, come illustrato dal presidente dell’Ente Bergamaschi nel mondo, Carlo Personeni: una comunità con cui si sente il bisogno di connettersi, specialmente con le nuove generazioni dei discendenti. “Il turismo delle radici rappresenta oltre che un’occasione straordinaria di rilanciare luoghi e piccoli borghi poco conosciuti, un modo anche di restituire valore a chi ha portato il nostro territorio nel mondo- ha sottolineato Giovanni Zambonelli, presidente Confcommercio Bergamo. Abbiamo un dovere morale prima che imprenditoriale verso i nostri bergamaschi nel mondo. Gettiamo il seme per fare crescere le nostre radici a livello internazionale”.  Un focus sugli italodiscendenti di origini bergamasche, presentato da Riccardo Grassi, Head of Research SWG,  ha evidenziato che il 53% si considera italiano o ha avuto contatti con parenti italiani, l’85% ha visitato l’Italia almeno una volta, il 70% cucina regolarmente piatti italiani in famiglia (+23% rispetto alla media internazionale). Bergamo ha il quarto posto a livello lombardo come comune per emigrazione con 9.763 iscritti all’Aire (solo città) ma l’incidenza, rapportata al numero degli abitanti, ha un peso maggiore che a Milano e a Brescia ( Bergamo ha infatti l’8,1% contro il 7,1% di Milano e il 6% di Brescia ), come evidenziato dall’analisi dei comuni più interessati dall’emigrazione presentato da Letizia Sinisi, esperta di cultura e turismo delle radici, titolare di ItalyRooting Consulting e consulente Confcommercio nazionale per il Turismo delle Radici,  che ha fatto anche il punto su “La bussola dei viaggi identitari: il valore del turismo delle radici tra memoria e futuro”. Tra i territori maggiormente interessati della Bergamasca vi sono le valli: Valle Imagna, Val Brembana,Val Seriana e Val di Scalve. Antonio Carminati, direttore Centro Studi Valle Imagna, ha incentrato il suo intervento su “Le storie in un Atlante: il patrimonio dell’emigrazione bergamasca”, una raccolta, arricchita di testimonianze audio, video e documenti (con oltre 300 nastri audio), consultabile on line e custodita nel Centro Studi. Una testimonianza che racconta una terra soggetta a forte migrazione a cavallo tra due secoli, dal XIX e XX secolo. La Val di Scalve è stata un caso di studio di Alessandra Brucchieri, neolaureata  in Planning and Management of Tourism Systems dell’Università degli Studi di Bergamo, con relatrice Federica Burini e correlatore Andrea Pozzi. Gli scalvini nel mondo hanno 37 Paesi di migrazione, dagli Usa all’Australia, dall’Argentina a Francia e Svizzera, per stare in Europa. Una comunità che però mantiene, tra memoria e nostalgia, saldo il suo legame con il territorio. Di qui la proposta di un vero e proprio festival delle radici, un appuntamento annuale di una settimana, rivolto a tutti coloro che sono interessati a riscoprire la loro comunità di origine.

Fino a domenica 6 aprile lo stand del Turismo delle radici

Confcommercio Bergamo, insieme ad altre 10 Confcommercio di diverse regioni italiane, sarà presente fino a domenica in fiera con un stand dedicato al Turismo delle Radici (Padiglione A, Corsia 3) per valorizzare le eccellenze e le opportunità legate a questo importante segmento, con l’obiettivo di dare vita ad un vero e proprio laboratorio dedicato al tema.  Un hub territoriale che mira a valorizzare questa particolare forma di turismo, dedicato alla scoperta dei territori come ricerca identitaria, con tour ed esperienze di visita autentiche e mirate perché il viaggio e il relativo soggiorno nella terra di origine rappresentano sempre un’esperienza ad alto contenuto emotivo. In Fiera ad Agritravel si gettano le basi per la creazione di un vero e proprio hub confederale per il turismo delle radici. Aderiscono al progetto, a fianco di Confcommercio Bergamo oltre dieci territoriali. Dalla Lombardia: Unione Sondrio; dal Piemonte:  Ascom Alba e Ascom Bra; dal Veneto:  Ascom Padova, Confcommercio Unione Venezia e  Confcommercio Belluno; dall’Emilia Romagna:  Ascom Parma, Confcommercio Lugo e Faenza;  dalla Liguria: Confcommercio La Spezia; dalle Marche: Confcommercio Marche centrali; dalla Sicilia: Confcommercio Sicilia. L’obiettivo è unire le forze e condividere progettualità, segmentando l’offerta di un turismo come quello delle radici emozionale e per sua stessa definizione complesso e diversificato.

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