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E il Piave mormorava: la Grande Guerra in Valle Camoncia

«Il Piave mormorava/, calmo e placido, al passaggio/ dei primi fanti il 24 maggio». Era un lunedì: 106 anni fa, il 24 maggio 1915, l’Italia entrava in guerra contro gli Imperi centrali, gettandosi nella Prima Guerra Mondiale dieci mesi dopo l’inizio del conflitto in Europa.

Le fonti storiche raccontano che fossero esattamente le 3.30 quando le truppe italiane oltrepassarono il confine italo-austriaco, puntando verso le «terre irredente» del Trentino, del Friuli, della Venezia Giulia. Quella che avrebbe dovuto essere una guerra lampo diventa una guerra di trincea e logoramento: il 1917 è l’anno più duro, “si sta come d’autunno/ sugli alberi/ le foglie” scrive Ungaretti dal fronte.

Anche la Valle Camonica è direttamente toccata dal conflitto: tra Malonno e Sonico c’è la cosiddetta “Terza Linea”, l’ultimo sbarramento fortificato volto ad impedire l’eventuale discesa dell’esercito austriaco in direzione di Brescia, disposto in modo da bloccare trasversalmente l’asse stradale e il corso del fiume Oglio. Inoltre, la Prima Guerra Mondiale ha lasciato un bunker sotterraneo collocato a circa 5 metri di profondità ed un condotto blindato sotto il torrente Remulo. Ma non solo, infatti possiamo rimetterci sulle tracce della Guerra Bianca, quella combattuta ad alta quota, in cui il sangue dei caduti risalta sul candore della neve.

A Temù un museo dedicato raccoglie le testimonianze, gli oggetti e le armi ritrovate da un gruppo di volontari sul ghiacciaio dell’Adamello. Il percorso sulla scia della Guerra Bianca può prendere poi due strade o, per meglio dire, sentieri: da una parte il Sentiero della Memoria – adatto anche ai meno esperti – che ripercorre una mulattiera militare e attraversando punti d’avvistamento, postazioni per mitragliatrici antiaeree, grotte e gallerie e dall’altra il Sentiero dei Fiori, a 3000 metri di altezza. Tra passerelle sospese e paesaggi mozzafiato, precipizi e testimonianze, ci si può addentrare nella scenografia della Grande Guerra. Il percorso parte dal passo di Castellaccio e arriva fino al Corno di Lago Scuro, seguendo le tracce dei sentieri realizzati dagli alpini durante la Prima Guerra Mondiale. L’itinerario tocca anche l’esposizione permanente inaugurata nell’estate 2011: una galleria a 2600 metri di altezza, scavata nel granito durante il primo conflitto, impreziosita da materiale multimediale e fotografie.

“La morte/ si sconta/ vivendo” scriveva Ungaretti, sopravvissuto al conflitto che fece più di 17 milioni di morti. Più di cento anni dopo, è importante continuare a ricordare, perché un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.

                                           Maria Ducoli

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