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Negli ultimi giorni i Carabinieri della Compagnia di Salò sono stati impegnati in diverse attività di controllo nell’ambito della zona della Val Sabbia e della costa occidentale del Garda.

Sono stati effettuati posti di controllo alla circolazione stradale ed ispezioni ad esercizi pubblici con conseguente identificazione di numerose persone e dei relativi automezzi. Le verifiche sono state estese anche nei confronti di personaggi vicini agli ambienti frequentati da soggetti dediti al consumo di stupefacenti. Sono stati eseguiti i seguenti provvedimenti restrittivi:

– Sabato 17 settembre alle ore 12.00 circa, a Gargnano via Marconi, è stato arrestato dai Carabinieri di Gargnano un cittadino nigeriano il quale, dopo essere entrato all’interno dei locali di un’abitazione ove in quel momento erano in atto dei lavori di ristrutturazione, notato un marsupio appartenente ad uno degli operai, sfilava il relativo portafogli (contenente 300 euro ed i documenti), cercando di allontanarsi venendo però notato dai lavoratori che immediatamente chiamavano i militari;

– Domenica 18 alle ore 15.00 circa a Preseglie sono stati arrestati dai Carabinieri di Idro e Vestone 3 persone rispettivamente marito, moglie e figlia maggiorenne. In questo caso è stato contestato a loro carico il reato previsto e punito dall’art. 73 D.P.R. 309/1990 per aver detenuto nella propria abitazione e coltivato nell’orto attiguo delle piante di marijuana. In sintesi, nel corso di una perquisizione effettuata d’iniziativa per la ricerca di stupefacenti, sono statis equestrati 1,2 kilogrammi di stupefacente del tipo marijuana già essiccata e sminuzzata; 2 bilancini di precisione; materiale per il confezionamento; la somma di euro 200,00 ritenuta provento di spaccio; 22 piante di canapa indiana dell’altezza media di circa 2 metri già mature;

– Lunedì 19 alle ore 15.30 circa a Brescia città i Carabinieri di Gavardo con la collaborazione dei militari di Brescia San Faustino hanno arrestato una 58 enne, con precedenti per reati contro il patrimonio, già gravitante nell’area di Gavardo, in quanto colpita da ordine di carcerazione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano dovendo scontare 7 anni ed 8 mesi di reclusione per diverse truffe consumate in Lombardia dal 2007 al 2013.

Per quanto riguarda gli arrestati in flagranza, nella mattinata di martedì 20 settembre sono stati sottoposti a giudizio direttissimo presso il Tribunale di Brescia con rinvio del processo ad altra data per termini a difesa.