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Condannato a 18 anni per l’omicidio del patrigno

18 anni di carcere e 3 anni di misura di sicurezza per il 25enne di origini moldave, Vladislav Turcan, responsabile di aver ferito con un martello e accoltellato a morte il patrigno 40enne, lo scorso 7 agosto 2017 a Bergamo, nel quartiere Valtesse. 

Ai tempi Vladislav aveva 23 anni, era un lunedì d’estate e, dopo una furiosa lite con la madre, aveva atteso il patrigno, di rientro a casa. All’arrivo dell’uomo, il giovane lo aveva prima colpito con un martello, per poi finirlo, prima con un coltellino di piccole dimensioni e poi con un coltello da cucina, sferrando nove coltellate, una delle quali all’altezza dell’ascella, rivelatasi fatale per l’uomo. Il giovane aveva anche ferito alle braccia la madre, intervenuta nella furibonda lite. Secondo la ricostruzione del 23enne, a far scattare la rabbia sarebbero state le continue oppressioni a cui i due genitori lo sottoponevano. 

Nella giornata di giovedì 14 febbraio il processo: Turcan, chiamato a rispondere davanti al Gup Lucia Graziosi e accusato di omicidio e tentato omicidio della madre, è stato difeso dall’avvocato Eleonora Bergamini. Il processo è stato celebrato con rito abbreviato (con pena ridotta ad un terzo); la pena di 20 anni, chiesta inizialmente dal Pm Emanuele Marchisio, è stata tradotta definitivamente in 18 anni e 3 di misura di sicurezza; al giovane è stata riconosciuta la semi-infermità mentale.

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