Sentito Oscar Maggi sul caso Bozzoli

Oscar Maggi, ex operaio della fonderia Bozzoli di Marcheno, uno dei presenti in fabbrica la sera del 8 ottobre 2015 quando scomparve il suo datore di lavoro, Mario Bozzoli, è stato sentito dai carabinieri al comando provinciale di Piazza Tebaldo Brusato nella giornata di venerdì 5 giugno.

Accompagnato dal suo avvocato Vera Cantoni, Maggi è stato sentito dagli inquirenti, a sei giorni dall’udienza preliminare del processo per l’omicidio dell’imprenditore svanito nel nulla dopo una telefonata alla moglie nella quale annunciava che sarebbe partito per raggiungerla a casa, nella zona del Lago di Garda, dove però non è mai arrivato. Giovedì 18 giugno in aula a processo ci sarà Giacomo Bozzoli, nipote dell’imprenditore, unico per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio dopo che la Procura generale ha fatto uscire di scena Alex Bozzoli, fratello di Giacomo, che era stato indagato anche lui per omicidio volontario, il senegalese Akwasi Aboagye, detto Abu, che ora si trova all’estero, e lo stesso Oscar Maggi che con il collega operaio era invece accusato di favoreggiamento per non aver raccontato – secondo l’indagine bis avocata dall’allora procuratore generale Dell’Osso – quello che in verità avrebbe visto. A Maggi è stato chiesto nuovamente di ricostruire quanto accaduto nei capannoni di Marcheno la sera del 8 ottobre 2015, quando Bozzoli è scomparso. Prima e dopo le 19.20, ora cruciale sulla quale si sono sempre concentrati gli inquirenti. I carabinieri hanno voluto ricostruire anche la scomparsa di Giuseppe Ghirardini, l’addetto ai forni che si trovava in azienda la sera del 8 ottobre e che è poi stato trovato senza vita nei boschi di Case di Viso in Vallecamonica ucciso da un’esca al cianuro che avrebbe ingerito da solo. All’operaio sono state fatte anche riascoltare le intercettazioni telefoniche di quei giorni di metà ottobre di cinque anni fa. Sono state poste domande precise, con obiettivi ben chiari: l’ex operaio della Bozzoli non avrebbe cambiato versione rispetto all’interrogatorio di cinque anni fa.

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