Sana

25enne pakistana residente a Brescia sgozzata in famiglia

Sana Cheema, 25enne di origine pakistana, residente da tempo a Brescia, è stata stata sgozzata dal padre e dal fratello mentre si trovava in vacanza dai famigliari a Gurjat, nella sua terra di origine, in Pakistan.

Sana lavorava in un negozio di via Milano, mentre la famiglia, che intanto aveva acquisito la cittadinanza italiana, aveva poi deciso di trasferirsi in Germania. Lei aveva preferito restare a Brescia. Tuttavia, i suoi legami con i familiari erano forti, tanto da decidere di andarli a trovare per una vacanza in Pakistan. Ma da lì non è più rientrata. E’ stata uccisa dal padre e dal fratello perché avevano saputo della volontà di Sana di fidanzarsi e sposarsi con un italiano. Una tradizione arcaica del Pakistan prevede che i matrimoni dei figli siano combinati già da bambini: oggi tale pratica è vietata da una legge dal 2016. Ma evidentemente i secoli bui non sono ancora finiti: e così padre e fratello di Sana l’hanno punita con la morte per il suo gesto considerato “blasfemo”. In ogni caso, mentre il funerale della giovane è stato già celebrato con il rito islamico, la Polizia del posto ha arrestato gli autori dell’omicidio. E a questo punto anche un’amica di Sana, sua connazionale e residente a Brescia, teme di fare la stessa fine e convinta che si sia trattato di un delitto d’onore che in Pakistan provoca 1.000 morti ogni anno. Già nell’agosto del 2006 una 19enne pakistana residente a Ponte Zanano, Hina Saleem, venne uccisa da padre, fratello, zio e cognato e sepolta nel giardino di casa perché frequentava un ragazzo italiano.

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