25% di decessi in più nelle RSA nel marzo 2020 rispetto l 2019

I Sindacati dei pensionati della provincia di Bergamo, SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL diffondono i dati, ancora parziali, dei decessi nelle case di riposo nel mese di marzo, forniti dalle associazioni che raggruppano le case di riposo del territorio: sono il 25% in più rispetto al marzo del 2019.

I dati sono drammatici con punte che lasciano senza parole, come nel caso della Fondazione RSA casa di riposo Nembro onlus, dove a marzo è deceduto il 36,8% degli ospiti (32 persone; nel marzo del 2019 erano morti in 3). Il 33,3% del totale all’Opera Pia Olmo di Osio Sotto (20 i morti), il 31,58% alla Casa di Riposo di Spirano (12 morti), il 30,8% alla Fondazione sant’Andrea onlus di Clusone (37 morti a marzo 2020, lo scorso anno nello stesso mese erano stati 5). E, ancora, è deceduto il 29,55% degli ospiti all’Oasi di San Pellegrino Terme (13 morti, lo scorso anno a marzo non c’era stato alcun decesso). Al Pensionato Contessi Sangalli Fondazione onlus di Costa Volpino è deceduto il 27,5% degli ospiti (22 persone), il 27,45% anche Fondazione Casa Serena di Leffe (28 decessi) e alla RSA comunale Casa della Serenità di Cene (14 decessi). Nel solo mese di marzo, stando ai dati che sono stati forniti (circa la metà delle RSA), i decessi nelle case di riposo della provincia di Bergamo sono stati pari a circa il 21% del totale degli ospiti. Questa percentuale porta a una stima di almeno 1.100 decessi in totale. Questo venerdì 10 di aprile la percentuale dei decessi si avvicina al 25%, come hanno dichiarato Augusta Passera dello SPI-CGIL, Caterina Delasa di FNP-CISL, e Emanuele Dalfino di UILP-UIL di Bergamo. Purtroppo la cifra circolata dei 600 decessi rappresenta forse metà dei decessi reali, perché i numeri, anche se ancora non completi, sono stati comunicati dalle organizzazioni di rappresentanza delle stesse RSA che hanno immediatamente risposto alla richiesta di trasparenza da parte delle OOSS, che sono in prima linea per fronteggiare l’emergenza, spesso lasciate sole e senza strumenti. I tre sindacalisti ancora una volta invitano l’ATS di Bergamo a pubblicare i dati: è infatti l’ente preposto a cui sono state rivolte diverse richieste e che ogni giorno riceve informazioni precise sul numero dei decessi, delle persone sottoposte a tampone, di quelle sintomatiche ma non sottoposte a tampone e del personale che risulta assente. È il solo modo per mettere da parte un doloroso balletto di cifre e per ridare dignità a coloro che hanno perso la vita e alle loro famiglie, affermano i rappresentanti sindacali dei pensionati bergamaschi.

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Ultimi Articoli